-7 Al lancio su YOUTUBE #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Finalmente ci siamo!

Sabato 30 Marzo lancerò ufficialmente sul neonato 15532455281672770707693522841873.jpgcanale marcoscrive di Youtube la canzone scritta da Luca Gatti ispirata al mio racconto “Quel giorno in cui farò ritorno”.

Voglio inoltre ricordarvi che in occasione di questa importante uscita, Giovedì 28 Marzo presenterò Beppe Bornaghi che ha realizzato la musica della canzone intitolata “Finchè ho fiato”. Ho realizzato un video servendomi delle emozioni e delle visioni che mi hanno portato a sentire il bisogno di scrivere questo breve racconto che ho inserito al termine del video. 15532470724628004281057178125776.jpgSpero abbiate la pazienza di guardarlo fino alla fine, dura solo 5 minuti e 30 secondi e spero anche che abbiate voglia di condividerlo sui vostri social… naturalmente se vi sarà piaciuto!!

Restate connessi!!

Marco

2018


Premio Letterario Nazionale Emozioni 2018

 

 

 

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La sfida nella sfida #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Tre giorni poi sarà per sempre” per me rappresenta una sfida nella sfida. Arrivare alla fine di un romanzo è una cosa davvero complicata e sofferta, ma è anche un piacere immenso, è appagante. Questo è ciò che ho provato alla fine dei MIEI PRECEDENTI ROMANZI, ma questa volta, oltre alla paura di non riuscire ad arrivare alla fine, ai dubbi che vengono immancabilmente strada facendo e quant’altro, ciò che per me ha rappresentato davvero una sfida nella sfida è stata l’ambientazione di una parte della storia in due città come Madrid e Barcellona che purtroppo ad oggi non ho mai visitato. 15525607384687261626585497940435.jpgNei precedenti romanzi, ho parlato molto di Parigi, in parte di Londra, di Siena (nel primo che non ho ancora pubblicato), di Milano e di Roma che sono città che ho visitato e che mi hanno lasciato qualcosa (in special modo Parigi), ma vi assicuro che seguire i miei personaggi in due città che non conosco è stata dura. Mi sono dovuto documentare, ho guardato e riguardato video realizzati da persone che le hanno vissute e che in qualche modo ne hanno colto l’essenza, il fascino, la storia. Spero di aver fatto un buon lavoro, spero di riuscire a trasmettervi le immagini e le sensazioni che ho avuto immergendomi in questa sorta di viaggio virtuale. 15525608528197110599502371317481.jpgL’editing procede, la strada è ancora lunga e faticosa, ma lentamente scorre. Nell’attesa vi lascio un altro piccolo stralcio… Eccolo:

“In quel luogo clandestino in cui i sogni si potevano quasi toccare, Asia osservava Giorgio che con grande passione le dipingeva i suoi progetti. I capelli neri come la notte si muovevano con la complicità della leggera brezza che da poco si era levata, schiaffeggiandone il volto illuminato dagli occhi di un sorprendente blu in cui le miserie della vita parevano non essersi mai riflesse. Non era certo una bellezza, ma la profondità del suo sguardo e la forma delle labbra appena accennate su quel volto magro e abbronzato, gli conferivano un certo fascino. Il suo modo di vestire sbarazzino e non lontano dalle mode del momento, non poteva in alcun modo prescindere dalle maglie e dalle felpe con il cappuccio in cui spesso si nascondeva come faceva del resto ad ogni tempesta che incontrava sul cammino della  sua vita.”

Marco

2018


Premio Letterario Nazionale Emozioni 2018

N.B. Sto lavorando al video della canzone “Finché ho fiato” di Luca GattiCOVER003.pngtratta dal mio racconto QUEL GIORNO IN CUI FARO’ RITORNO . A breve sarà scaricabile da YOU-TUBE, ma c’è di più.

BEPPE BORNAGHI che presenterò prossimamente su questo blog, mi ha proposto una collaborazione artistica che vedrebbe i miei racconti animarsi attraverso la sua musica, ma non aggiungo altro per ora…  restate connessi!

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Premio Letterario Emozioni 2018 @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Buongiorno a tutti.

In questi giorni ho ricevuto l’attestato del riconoscimento avuto per il  racconto “Il riflesso di una vita” Capture.PNG

che ha partecipato al Premio Nazionale Emozioni 2018. E’ la seconda volta che un mio racconto viene premiato. L’anno scorso è stata la volta di  SEMPLICEMENTE VIVENDO  a cui sono molto legato.

Vi ripropongo il racconto premiato nell’edizione 2018…buona lettura

Il riflesso di una vita 

di Marco Conti

Non so spiegare quale sia la vera ragione per cui il mio quotidiano viaggiare in treno sia per me un momento di riflessione, di analisi introspettiva e del mondo.

Forse è per il movimento ritmico della locomotiva oppure perché il viaggio in treno mi fa pensare che basta davvero poco per cambiare binario e direzione, come può accadere nella vita: basta volerlo, basta non fare da spettatori, basta non restare fermi a guardare i treni che partono e arrivano senza prendere una decisione.

Oggi però il vagare dei miei pensieri, viene improvvisamente interrotto.

Un ragazzino, avrà quindici anni o forse più, sale con un balzo sulla locomotiva. Sembra spaventato, il respiro è affannoso. Guarda ripetutamente dal finestrino alla ricerca di qualcosa. Improvvisamente si accorge della mia presenza che sembra infastidirlo:

«Che hai da guardare?» grida in tono minaccioso nella mia direzione.

«Mi stavo solo chiedendo cosa ti è successo. Sembri spaventato»

«Ma quale spaventato? Non è successo nulla.»

«Ok tranquillo, se non vuoi parlarne non insisto.»

Spiazzato dalle mie parole di comprensione, rimane ancora alcuni istanti a osservarmi, poi prima di sedersi precisa:

«Forse non hai capito: non è successo proprio nulla.»

Decido di non insistere oltre e di lasciarlo in pace, anche se devo ammettere che questo breve episodio ha risvegliato in me qualcosa che pensavo si fosse per sempre sopito.

Mi rivedo alla sua età, ma la mia immagine di uomo riflessa fra le luci e le gocce di pioggia dice che da quei giorni è passato tanto tempo e lentamente si confonde con quella di un ragazzino che corre verso la carrozza che sta quasi per muoversi. Le porte stanno per chiudersi, ma lui sa che basta ancora uno sforzo e anche oggi può dire di averla scampata. Posso quasi udire il battito del suo cuore spaventato scandito dai colpi dei passi che sbattono con violenza contro l’asfalto e contro un mondo che lo vuole diverso. Alle sue spalle si odono le grida e gli insulti di chi si diverte nel vederlo scappare terrorizzato.

Finalmente è sul treno, le porte si chiudono dietro le sue spalle.

«Ti è andata bene, ma domani stai sicuro che te la facciamo pagare!»

«Ma che avrò fatto di male? Perché proprio io?» pensa mentre le mani agitate e gli insulti dei suoi carnefici lo spaventano ancora, anche se sa che ormai è al sicuro. I segni sul suo volto bruciano, ma non quanto le ferite che porta dentro, che lo lacerano e gli fanno odiare se stesso e il mondo.

«Quanto vorrei essere diverso, quanto vorrei potermi svegliare domani e scoprire che è stato solo un brutto sogno»

Purtroppo sa bene che non è così. Sa che domani dovrà combattere una nuova battaglia completamente da solo. Sa che a scuola lo aspetteranno di nuovo per insultarlo, per deriderlo, per farlo sentire diverso.

«Non sarò mai come loro»

A casa non ne parla con nessuno perché si vergogna e perché probabilmente i suoi genitori non capirebbero.

«Non ho tempo per questi screzi fra adolescenti, impara a difenderti da solo» direbbe suo padre che vedendo il suo volto segnato da tanta cattiveria,  non perderebbe l’occasione per sottolineare che gli servirà da lezione, senza neanche immaginare cosa significhi dover ogni giorno morire dentro, fatto a pezzi dai colpi inferti senza la minima pietà da quelli che invece dovrebbero essere compagni di scuola e di vita.

«Vorrei sparire per sempre, senza lasciar traccia. Non ne posso più di quelle risa, dei commenti bisbigliati, di pugni e sgambetti. Sono solo e senza via d’uscita da un mondo che non mi appartiene»

Ha trovato rifugio nel suo diario che come un amico gli permette di sfogarsi, di mettere nero su bianco le paure senza essere giudicato o deriso. Quelle pagine sembrano lì ad aspettarlo, ad accogliere le domande e le angosce che ogni giorno si fanno più grandi e che paiono soffocarlo.

 

Sul vetro del finestrino riappare lentamente la mia immagine ormai diversa e distante da quei giorni, e se fra le gocce di pioggia e il riflesso delle luci di un treno in transito scorgo ancora i segni della cattiveria, dentro di me ho la consapevolezza di aver vinto una grande battaglia il giorno in cui ho capito che là fuori era pieno di persone che come me cercavano un posto in questo mondo. Non ero solo e questa consapevolezza mi aiutò a riguadagnare un po’di quella stima che avevo seppellito sotto i colpi dei prepotenti. Quello fu il punto di non ritorno.

E se ripensandoci devo ammettere che ancora ne soffro, ora però riesco a guardare avanti e a vedere un futuro per la persona che sono e che non ho più provato a cambiare, ma che al contrario ho imparato ad accettare per quella che è.

Faccio scorrere velocemente le pagine di quel diario che porto sempre con me e penso che sia arrivato il momento di separarmi da lui, di mettere questa mia esperienza al servizio di chi come me ha bisogno di sentirsi parte di questo mondo.

Il treno lentamente si ferma, è arrivato il momento di scendere. Mi alzo e passo accanto a quel ragazzino che col suo carico di angosce, ha riaperto i cassetti della mia memoria. Ha gli occhi chiusi, la testa piegata da un lato e gli auricolari nelle orecchie. Non si accorge della mia presenza, quindi ne approfitto per lasciare il diario accanto a lui, non prima di averlo accarezzato e sfogliato ancora una volta, l’ultima.

Spero possa essergli utile scoprire che non è solo e che come me anche lui può vincere questa battaglia.

Non so se furono i ragazzi che mi perseguitavano a iniziare a rispettarmi o se fui io a vederli in modo diverso, quello di cui sono certo è che da quei giorni lontani non sono più rimasto immobile a guardare i treni passare, ma ne ho preso uno dal quale ho anche avuto il coraggio di scendere, per cambiare direzione.

2018

Premio Letterario Nazionale Emozioni 2018

N.B. Sto lavorando al video della canzone “Finché ho fiato” di Luca GattiCOVER003.pngtratta dal mio racconto QUEL GIORNO IN CUI FARO’ RITORNO . A breve sarà scaricabile da YOU-TUBE, ma c’è di più.

BEPPE BORNAGHI che presenterò prossimamente su questo blog, mi ha proposto una collaborazione artistica che vedrebbe i miei racconti animarsi attraverso la sua musica, ma non aggiungo altro per ora…  restate connessi!

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Segnalazione: “Apri la porta del tuo cuore” @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Capture.PNGTitolo: “Apri la porta del tuo cuore”

Autore: Fia Lizzio

Genere: Romanzo rosa

Costo Cartaceo: 12,90 Euro 

Nr. Pagine: 207

 

 

Link acquisto Amazon

Contatti autore:

fializzio@gmail.com

Fia Lizzio é nata in Sicilia. A causa della passione per la lettura, nel 2014, in maniera del tutto naturale, comincia a scrivere la sua prima storia. Fin dall’inizio, sviluppa la sua passione per il racconto di tratti di vita vissuta. I suoi personaggi, incarnano la passione, l’amore, la fedeltà ed il suo opposto, rispetto ed amicizia. Tutti sentimenti che riscontra ogni giorno nei gesti e nelle storie di chi la circonda o di chi vorrebbe che le si avvicinasse. Sente l’esigenza di osservare i comportamenti, di ascoltare le parole. Registra ed elabora tutto ciò che le sollecita la curiosità. Il risultato é nel suo primo scritto del 2014: “Fiore”.
Quasi di seguito sviluppa i concetti espressi sul primo, pubblicando il secondo: “Qualcosa che ci lega”. L’amore senza limiti di pudore, così intenso da affidare la propria vita nelle mani del compagno nel quale é stata riposta la fiducia senza veli ne ombre.
Questi concetti vengono sviscerati in una serie di episodi che collegati tra loro, rappresentano uno scorcio della vita dei personaggi che Fia studia e ci racconta.

A Fia un grosso in bocca al lupo per i suoi progetti futuri!

Marco

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Dipinto di Maurizio Ferrario

Contatti:  maurizio.ferrario50@gmail.com

 

Motivazioni… @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Si fa presto a dire “Sei artefice del tuo destino” oppure “Se vuoi una cosa devi lottare per ottenerla, altrimenti non ti lamentare”

Belle parole con cui riempirsi la bocca, parole che poi però spesso si rivelano essere molto lontane dalla realtà in cui quotidianamente viviamo.

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Ho in testa queste riflessioni perché pochi giorni fa un mio caro amico, mi ha confidato un malessere che da tempo gli impedisce di lavorare serenamente. Mi sono sentito subito coinvolto nella sua storia perché so cosa vuol dire, anche io in passato ho attraversato un momento simile e anche io ho avuto la stessa sensazione: jump-863058__340purtroppo spesso il nostro destino è in mano di persone che per la posizione che occupano, possono gestirlo a loro piacimento.

Banale mi direte, ma il motivo per cui scrivo questo breve articolo oggi è per dare un suggerimento forse altrettanto banale alle persone che occupano una posizione importante all’interno di un’azienda.

Motivare tutte le persone che si hanno all’interno della propria squadra di lavoro è fondamentale, è ossigeno per chiunque, dal più modesto e inesperto collaboratore fino ad arrivare all’arrampicatore pluri-laureato. Imparate ad ascoltare tutti ed a preoccuparvi affinché tutti lavorino con entusiasmo; non fermatevi alla vostra piccola cerchia di eletti o perlomeno se proprio non riuscite… non riempitevi la bocca di IPOCRISIA!!!

Marco

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Working in Progress @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Volge al termine una settimana davvero impegnativa. Come ho già detto più volte, non è mia intenzione trascurare il blog, ma stanno prendendo forma in questo periodo dei progetti a cui ho lavorato tanto, quindi mi sembra giusto concentrarmi su quelli.

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La rilettura/correzione del mio nuovo romanzo è arrivata al capitolo sei e devo dire che per ora mi piace, sta prendendo forma nel modo in cui me l’ero immaginato. I personaggi principali, coloro che tengono in mano il pallino di tutta la storia, cominciano ad avere un profilo ben delineato. Nelle prossime settimane, entrerò nel vivo della storia e di quella scommessa che terrà (spero) il lettore inchiodato al libro fino all’ultima pagina. Non vi do altre anticipazioni per ora, lo farò prossimamente. Vi ricordo però, che ho pubblicato sia LA TRAMA che il PRIMO CAPITOLO. Se non lo avete già fatto andate a dare un’occhiata.

Questa però è stata una settimana in cui ho dedicato molto tempo anche alla definizione della canzone “Senza fiato” che LUCA GATTI ha scritto ispirandosi al mio racconto “Quel giorno in cui farò ritorno” (potete leggere entrambi i testi in QUESTO ARTICOLO).

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Lunedì sera ho fatto un tuffo nella passione musicale di  BEPPE BORNAGHI che ha arrangiato la canzone insieme a Luca. Dopo un caffè preso insieme, Luca e Beppe mi hanno mostrato come hanno arrangiato la canzone, le innumerevoli prove fatte, la scelta degli strumenti più idonei ecc… Discutendo del lavoro fatto, mi hanno spinto ad addentrarmi nel mondo dei video. Mi spiego meglio: la canzone è pronta, ma caricarla su You Tube senza un video vorrebbe dire bruciarla. Morale della favola, ho trovato e scaricato un programma con cui sto creando un video che poi naturalmente condividerò con tutti voi. E’ la prima volta che faccio un lavoro simile, ma devo dire che questo progetto mi stuzzica molto. Ringrazio ancora Luca e Beppe per l’ottimo lavoro fatto e per aver dato un senso a ciò che ho scritto!!

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Come potete vedere c’è molta carne al fuoco, ma sono ma sempre disponibile per gli EMERGENTI e per chiunque avesse bisogno del mio blog!

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N.B. Luca sta lavorando a un nuovo pezzo che presenterò appena pronto.

Restate connessi

 

 

 

 

Marco

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Emozioni vere @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

…e poi accade che ascolti quella breve storia che hai scritto quasi di getto, spinto dalle emozioni che la voce di un venditore di cocco di Napoli è riuscito a trasmetterti con i suoi racconti  e ti accorgi che è diventata una splendida canzone. E’ quello che accade quando si incontrano due passioni e due amici come siamo io e Luca Gatti, il cantautore di cui vi avevo già parlato in QUESTO articolo/intervista.emotions-3064578_960_720.jpg

Due professionisti come Luca Gatti e BEPPE BORNAGHI, sono riusciti a dare un senso a ciò che ho scritto, sono riusciti a dare una voce alle emozioni. La prima volta che l’ho ascoltata ho percepito la passione messa da Luca e Beppe in questo lavoro e …mi sono emozionato.

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GRAZIE DAVVERO RAGAZZI! OTTIMO LAVORO!!

N.B. Immagino e spero che siate curiosi di sentirla. Ancora un po’ di pazienza poi troverete tutte le informazioni fra queste pagine!

Per ora vi lascio il testo della canzone: FINCHE’ HO FIATO

e del racconto: QUEL GIORNO IN CUI FARO’ RITORNO  da cui è stata tratta.

Marco

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fatta

 

Un piccolo assaggio…@pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Devo ammettere che davvero non stavo più nella pelle.

Ho iniziato l’editing del mio nuovo romanzo “Tre giorni poi sarà per sempre” e sono mesi che penso di postare l’incipit della storia sul mio blog.

Ebbene: finalmente quel giorno è arrivato. Di seguito potete leggere le prime pagine di quella che sarà la mia prossima pubblicazione. Voglio sapere che effetto fa, se avete voglia di saperne di più, se è scritta in modo scorrevole, accattivante, se vi eccita o vi annoia, insomma: fatemi sentire la vostra voce, sparate a zero, siete liberi di giudicare senza peli sulla lingua, senza alcun timore.

Ecco le prime pagine… ancora calde. Buona lettura

Milano Dicembre 2012

«Lorenzo sei proprio sicuro che nessuno prima di noi abbia mai abitato questo appartamento?»

«Che domande mi fai Francesca?» Lorenzo smettendo di masticare e sollevando lo sguardo dal piatto continua: «E’ impossibile, la palazzina è di nuova costruzione. Perché hai questi strani dubbi?»

Francesca sorride a quella che voleva solo essere una provocazione, giusto per rompere il ghiaccio e dare più enfasi alla sua recente scoperta.

Oggi è domenica, l’unico giorno della settimana in cui la famiglia è in casa al completo. Dalla cucina proviene un buon profumo di arrosto e la tavola del soggiorno è imbandita. Gli argomenti sono sempre gli stessi, ma oggi Francesca è stranamente eccitata, divertita da qualcosa che ha scoperto riordinando la casa.

«Mi è successa una cosa molto strana prima mentre spolveravo e allora sai come sono fatta, mi sono messa a fantasticare e ho scoperto…»

«Cosa hai scoperto mamma?»

Francesca e Lorenzo hanno un unico figlio, Roberto che come al solito si è attardato prima di raggiungere i genitori al tavolo. Quando gioca con i suoi pupazzi preferiti entra in una sorta di mondo parallelo, lo si capisce ascoltando la sua voce che cambia ogniqualvolta un nuovo personaggio diventi protagonista della storia che sta mettendo in scena. Roberto frequenta la terza elementare alla scuola privata. Dicono che è molto promettente, che probabilmente intraprenderà la strada del padre, ma è ancora troppo presto per pensare a queste cose. Lorenzo non lo vuole ammettere, ma il primo a sperare che Roberto segua le sue orme è proprio lui. E’ un chirurgo molto affermato e sta riscuotendo un buon successo a livello nazionale. Ha appena avuto una promozione ed è stato trasferito a Milano. In pochi giorni la sua vita e quella della sua famiglia sono state stravolte: hanno dovuto lasciare amici e parenti a Roma e trovare una casa adatta alle loro esigenze, senza poterci riflettere un attimo in più, perché Lorenzo lo sa bene che certe occasioni capitano una volta sola nella vita. Bisogna ammettere che Francesca ha avuto un certo gusto nello scegliere l’arredamento, anche se non bisogna dimenticare che è stata aiutata da un architetto pagato a peso d’oro. E’ stato un lavoro che l’ha tenuta impegnata e soprattutto l’ha salvata dal suo solito periodo di depressione. Oggi però si sente felice e ansiosa di condividere con Lorenzo e Roberto la sua scoperta:

«Ora vi racconto»

«Sì ecco, smettila di girarci intorno e vai al sodo. Se volevi incuriosirci ci sei riuscita»

Lorenzo solleva il bicchiere di rosso pregiato che in casa non manca mai, lo porta alle labbra e guarda Francesca negli occhi aspettando che si decida a parlare.

«Sapete quanto tengo all’ordine e alla pulizia. Potrà sembrare ridicolo ma ogni volta che spolvero in maniera più accurata del solito, diciamo una volta ogni quindici giorni, sposto soprammobili, svuoto cassetti e credenze ma non solo, in camera da letto svuoto anche la cassaforte.»

«Contenta tu, te l’ho già detto che mi sembri un po’ esagerata.» Mentre Roberto ha già smesso di seguire il discorso e giocherella con una delle sue macchinine preferite, Francesca prosegue:

«Lasciami finire, non è questo il punto. Come dicevo, spolverando l’interno della cassaforte mi sono decisa a togliere anche la plastica che ne copriva le pareti. A dire la verità era un po’ che lo volevo fare, ma quando passandoci sopra con la mano ho avuto l’impressione che ci fosse qualcosa sotto, incastrato o volutamente lasciato da qualcuno, non sono più riuscita a trattenere la curiosità e ho strappato tutto.»

«Ebbene? In quale macabra scoperta ti sei imbattuta?» Lorenzo smarrita la curiosità iniziale, incalza Francesca che incerta prosegue:

«Nulla di macabro anzi, guarda cosa ho trovato» Francesca si alza e si avvicina a Lorenzo mostrandogli una piccola scatola che apre davanti ai suoi occhi osservando la sua espressione finalmente incuriosita.

«Accidenti, ma queste sono fedi nuziali!»

«Esatto, e ognuna di esse internamente riporta un’incisione.»

Francesca legge quelle poche parole con tono ieratico, quasi fossero una preghiera:

«Per sempre tuo.  Giorgio.

Per sempre tua.  Asia

«Devo ammettere che questa cosa è pazzesca» esclama Lorenzo analizzando con cura le fedi.

«Secondo te come ci sono finite lì dentro?» chiede Francesca con un tono che lascia intendere che la sa lunga a riguardo.

«Probabilmente le ha dimenticate uno dei muratori, anche se mi chiedo che intenzioni potesse avere.»

Francesca delusa da quella banale conclusione non si arrende:

«Magari una coppia di innamorati ha fatto della nostra casa un nido d’amore clandestino. Non credi?»

«Come sarebbe stato possibile secondo te? La tua fantasia proprio non conosce limiti. Se così fosse spiegami cosa ci fanno ancora lì dentro? Perché nessuno è venuto a riprenderle? Secondo me tu sai qualcosa che non mi hai ancora detto.»

«Non aver fretta, a tutto c’è una spiegazione»

«Ti ascolto allora, racconta» Lorenzo incrocia le braccia in senso di sfida.

«Se ci pensi bene è passato pochissimo tempo dalla prima volta che abbiamo visto questo appartamento a quando l’abbiamo comprato.»

«E questo cosa c’entra?»

«Andiamo, ragiona: non hanno più avuto il tempo per tornare a riprenderle. E’ ovvio!»

«Poi dici che le mie conclusioni sono banali? Non credi che due ragazzi giovani e quindi immagino anche squattrinati, ci avrebbero chiesto di riaverle ammettendo la piccola infrazione? Cosa avrebbero rischiato? Una denuncia? Non penso proprio. E se invece avessero deciso di non sposarsi più? Se si fossero lasciati?»

«Sai che sono un’inguaribile romantica. Devo ammettere che purtroppo a questa conclusione ci sono arrivata anche io in un secondo momento, ossia quando ho trovato il biglietto che c’era insieme agli anelli, ma voglio credere che si siano sposati, che li abbiano volutamente o erroneamente lasciati in questa casa.»

«Cosa diceva il biglietto?»

«Tieni, leggilo» Francesca lo porge a Lorenzo piegato in quattro proprio come lo ha trovato sotto l’involucro di plastica che bloccava gli anelli all’interno della scatola.

Lorenzo inizia a leggere in silenzio, ma Francesca lo sprona ad alzare la voce, a farle sentire ancora una volta quelle parole.

Lui la guarda da sopra gli occhiali ammonendola con uno sguardo di complicità per quella richiesta che immaginava sarebbe potuta arrivare e schiarendosi la voce legge fino in fondo quelle poche righe.

Poi, sollevando lo sguardo si perde negli occhi di Francesca.

E’ sicuro di aver sposato la donna giusta: la sua sincera preoccupazione per quei due sconosciuti le cui anime cercavano refrigerio nel contatto reciproco, gliene dà la prova.

Francesca non dice nulla.

Si alza e ripone gli anelli nella scatola. Lorenzo rimane a guardarla mordicchiando la bacchetta degli occhiali. Vorrebbe dirle qualcosa, ma la commozione gli stringe la gola in una morsa, mentre il pensiero immancabilmente corre a quei due amanti e al loro misterioso destino…

CAPITOLO 1: Sei mesi prima
To be continued…

Cosa ne pensate? Scrivetemi la vostra opinione, per me è molto importante!!

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“Tre giorni poi sarà per sempre” : Il primo capitolo @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Buongiorno a tutti!

Vi ricordo che sabato 9 Febbraio pubblicherò il primo capitolo del mio nuovo romanzo:

“Tre giorni poi sarà per sempre”

Aspetto i vostri commenti!!

Marco

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Finalmente ci siamo! Ricordatevi questa data per me molto importante:

Sabato 9 Febbraio 2019

Da alcune settimane ho iniziato l’editing del mio nuovo romanzo ed ora ho bisogno di voi. Fra una settimana pubblicherò le prime pagine di questa nuova storia a cui sto lavorando da ormai quasi due anni, ma che ora finalmente ha preso vita. Di seguito potete leggere la trama:

“Tre giorni poi sarà per sempre”, è la storia di Giorgio e Asia che, innamorati da sempre e prossimi al matrimonio, trascorrono le serate nel cantiere in cui si sta costruendo la casa dei loro sogni.

In questo tratto di terra spezzata dal mondo, al lume di una candela Giorgio e Asia si confidano, si amano e attraverso un cannocchiale, assistono a una sorta di “reality show clandestino” rubando tratti di vita vissuta alle famiglie che vivono nel palazzo vicino. Proprio attraverso questo cannocchiale, Giorgio scoprirà qualcosa che turberà la sua anima al punto da mettere in discussione le sue certezze. Questo fatto lo porterà anche a spingere Asia ad accettare la sfida lanciata dagli amici scettici di fronte alla loro decisione di sposarsi: Giorgio partirà per Madrid con i ragazzi e Asia per Barcellona con le ragazze per un viaggio di tre giorni in cui non potranno in alcun modo sentirsi, ma potranno riflettere sulla decisione presa e sul tipo di vita a cui dovranno rinunciare sposandosi.

La storia si sviluppa fra Milano, Barcellona e Madrid e ci porta a meditare sull’amore, sulla forza delle nostre certezze e sull’imprevedibilità della vita.

Riusciranno gli amici a dimostrare le loro teorie scuotendo le fondamenta di un amore apparentemente granitico, o sarà l’amore stesso a trionfare?

L’appuntamento è al cantiere della casa dei sogni dei futuri sposi, al ritorno da quel viaggio che riserverà non poche sorprese.

Ora ho bisogno di voi: Lasciatemi un commento schietto, sincero… spietato! Vi piace? Vi ha incuriosito?

Sabato 9 Febbraio non perdetevi le prime pagine di questa nuova storia!

Vi aspetto!!!!

Marco 

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