Il mondo di Cry @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

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Entrando nel SITO DEL PREMIO LETTERARIO, scoprirete che (come vedete dall’immagine estrapolata) Finalista_01il mio racconto entra di diritto a far parte di una raccolta che verrà inviata agli istituti scolastici e alle principali biblioteche e fra questa anche alla BIBLIOTECA DI TREVIGLIO.

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E’ il secondo anno che partecipo a questo concorso che consiglio a tutti gli appassionati di scrittura perché ben organizzato. L’anno scorso partecipai e ottenni una Menzione d’onore con il racconto dedicato a mio padre: Semplicemente vivendo

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Le mie canzoni: il diario dei miei cambiamenti #storie #libri #musica #scrivere #emozioni #segnalazioni

Il vero cantautore deve essere in grado di cogliere le sfumature più sottili delle situazioni e della vita in genere, deve saper trasmettere le proprie emozioni, deve mettere in musica gioie e dolori e deve essere onesto con sé stesso e con chi l’ascolta. Luca Gatti è un cantautore di questo tipo: non cerca la strada più breve verso il successo, non imbastisce rime banali giusto per attirare l’attenzione, ma va a cercare nel suo profondo e nel suo passato le strofe di questi piccoli pezzi di vita che ci consegna ogniqualvolta scriva una canzone. La passione, quella vera, genuina la si legge nei suoi occhi, la si ascolta nella sua voce e le corde della sua chitarra non sono le uniche a vibrare, ma sono le nostre emozioni a riaffiorare perché le nostre vite spesso in qualche modo si assomigliano o ci hanno condotto lungo le medesime strade, verso i medesimi sbagli o le medesime vittorie. Proprio per questo tutti noi possiamo riconoscerci nelle sue canzoni, nei suoi testi non messi lì per caso, nella sua musica che resta appiccicata alla pelle una volta ascoltata.  Alcuni mesi fa, ero al mare ed ho chiamato Luca: dopo un periodo trascorso a pensare all’ìdea che avevo in mente, mi sono deciso a proporgliela.

Uno dei miei racconti  QUEL GIORNO IN CUI FARO’ RITORNO    mi dava l’impressione che potesse e diventare una canzone. Parlandone con lui, ho capito che il suo entusiasmo avrebbe saputo superare i problemi che naturalmente sarebbero sorti mettendo una musica sotto un racconto che non era originariamente nato per essere cantato. Una decina di giorni fa mi ha chiamato dicendo che la canzone era finita. Eccitato da quella notizia gli ho chiesto se era sicuro, se a lui piaceva e la sua risposta è stata:

“Se ti dico che è finita vuol dire che per me è perfetta”. Direi che non aveva torto: Sentendola suonata con la sola chitarra nel salotto di casa mia mi sono emozionato e commosso. Volete ascoltarla? Abbiate un po’ di pazienza, a breve sarà pronta!! Restate connessi e intanto leggetevi questa bella intervista in cui Luca si racconta attraverso la sua arte.

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Ciao Luca e ben venuto.

Partiamo dall’inizio, raccontaci quali sono le tue origini artistiche 

Le mie origini artistiche, vengono dall’infinito passato. Ho sempre avuto un approccio istintivo all’arte e in particolare alla musica, fin da piccolo.

Ascoltando le tue canzoni, si percepisce la ricerca di uno stile che ti identifichi e che ti renda unico, diverso da qualunque altro cantante.  Quanto è importante per un musicista avere un proprio stile?

Avere uno stile proprio è fondamentale, anche se è inevitabile lasciarsi contaminare dal mondo che ci circonda e dalla musica che ascoltiamo. 

 E’ una cosa che viene in modo naturale o in qualche modo si cerca involontariamente di assomigliare a qualcuno?

Se ho qualcosa da dire, sento l’urgenza che diventi melodia, cerco di usare un linguaggio che mi identifichi e che mi crei un’emozione.

 E tu hai qualcuno a cui ti ispiri?

L’ispirazione non la cerco, scrivere una canzone è per me un “lavoro” che nasce da un’esigenza…

Amo la musica di ogni genere e mi faccio contaminare dalle sensazioni che vivo ascoltandola. Ciò che mi resta addosso, sono le emozioni che provo.

 Hai dei riti particolari o un luogo in cui ti piace stare mentre componi un nuovo pezzo?

No nessun luogo e nessun rito particolare, un’idea può nascere e svilupparsi ovunque, in qualunque momento. L’unica abitudine che ho, è quella di battere a macchina la canzone una volta ultimata, è come se in quel momento diventasse definitiva.

 Da cosa scaturisce? Da un’emozione, dalla rabbia, dalla felicità, da cosa?

Da ogni cosa separatamente o da più cose insieme. Mi accorgo che alcune volte le emozioni cambiano e si trasformano anche durante la composizione o addirittura cambiano a distanza di tempo rispetto al momento in cui è avvenuta la prima stesura. Talvolta, provo un senso di tenerezza nei confronti di un “me” diverso, lontano.

 Cosa ti emoziona di più fra salire su un palco per cantare le tue canzoni e avere fra le mani una nuova canzone appena nata?

Salire sul palco è sempre adrenalina e una canzone appena nata, è l’intesa fra me e il mio cuore.

 Quanto conta il testo nel tuo modo di fare musica?

Il testo per me è fondamentale quasi sempre il concetto e il racconto ispirano la melodia.  

 Cosa provi quando sai che stai per salire sul palco?

Sicuramente c’è sempre un po’ di tensione che diventa benessere totale quando inizia la musica.

Cosa sarebbe la tua vita senza la musica?

Sarebbe come il film “Rocky” senza colonna sonora. 

Che musica ascolti?

Tutta quella che mi provoca una scossa, senza distinzione di genere.

 In una tua canzone (che fra l’altro ha un testo molto intenso) Sto parlando di “Auguri di buona età” dici: “Cambiare è un dovere. C’è chi continua ad essere uguale a sé stesso per avere il conforto dello stesso riflesso” Penso sia una grande verità: è più comodo e meno rischioso non cambiare mai strada, ma nella vita cambiar strada oltre che un rischio è anche uno stimolo, un bisogno di crescita. Ti è capitato nelle tue scelte di vita e artistiche di sentire il bisogno di questo riflesso?

Nel mio percorso di vita, ho scritto tantissime canzoni che se ascoltate in ordine cronologico, sono il diario dei miei cambiamenti, spesso sono le stesse canzoni che mi danno il conforto della strada che, in un modo o in un altro, sto percorrendo e delle direzioni che ogni giorno scelgo di prendere.

Parlaci dei tuoi progetti futuri

Il mio presente è:

CAVALLO BASSO   (Video realizzato dai ragazzi dell’Istituto Zenale Butinone di Treviglio)

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LA NORMALITA’

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C’E’ UNA SOLUZIONE

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mentre per il futuro sto lavorando alla registrazione chitarra e voce di tutte le mie canzoni così come sono nate. Le raccoglierò in un libro/canzoniere/diario con in allegato il supporto audio.

Anche il sito CULTUR SOCIAL ART ha intervistato poco tempo fa Luca…andate a curiosare!

Prima di salutarvi vi lascio il testo di una delle sue più belle e significative canzoni (almeno secondo il mio parere):

“Auguri di buona età”

Cambiare è un dovere dell’essere umano

coerenza.. non è questo il caso

c’è chi impara a capire

chi continua ad essere uguale a se stesso

per avere il conforto dello stesso riflesso

 

Cambiare è un dovere dell’essere umano

accorgersi è il passo che porta lontano

c’è chi impara a sentire

chi continua a sentire le stesse emozioni

dentro gli stessi odori e gli stessi rumori

 

Se..il giorno non fosse il tempo

se.. il tempo non fosse il giorno

ma..una parola non basta per fare un discorso

cresci uomo durante il percorso

auguri di buona età…...

 

Cambiare è un dovere dell’essere umano

se amare si vuole imparare davvero

c’è chi impara a donare

chi continua a cercare di vivere il sesso

come l’unico gesto dell’amore perfetto

 

Se..il giorno non fosse il tempo

se.. il tempo non fosse il giorno

ma..una parola non basta per fare un discorso

cresci uomo durante il percorso

auguri di buona età…

Ciao Luca, è stato un piacere, in bocca al lupo per tutto!

Marco
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I MIEI ROMANZI:

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 Aspettando l’alba

L’anima non si arrende   Che a breve verrà pubblicato in formato cartaceo da IL TRAMPOLINO EDITORE

 

 

 

 

Segnalazione: “Il Cavaliere del Grifone” @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Immagine.pngTitolo: “Il Cavaliere del Grifone”

Autore: Alessandro Spalletta

Genere: Romanzo storico

Costo Cartaceo: Euro 12,99

Costo e-book: Euro 3,99

Nr. Pagine: 241

Link acquisto Amazon

PAGINA FACEBOOK AUTORE

Alessandro  si presenta così:

Mi chiamo Alessandro e sono nato a Grosseto. Ho sempre amato leggere, in particolare i romanzi storici. Penso che le gesta di coloro che ci hanno preceduto spesso nascondono avventure incredibili, che vale davvero la pena scoprire!
Ho iniziato da poco a scrivere e questo è il mio primo romanzo. Vi chiedo di perdonarmi se troverete errori o inesattezze, ma vi assicuro che tra queste pagine troverete tutta la passione e l’amore che provo per la mia terra, la sua gente e le loro gesta eroiche, purtroppo spesso dimenticate.
Spero che vi divertirete a leggere quanto mi sono divertito io a scrivere.
Buona lettura!”

Saluto e ringrazio Alessandro con un grande in bocca al lupo!!

Marco

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Aspettando l’alba

L’anima non si arrende

26-09-18

 

Dipinto di Maurizio Ferrario

Contatti:  maurizio.ferrario50@gmail.com

La biblioteca di Mary @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Buongiorno!!

E’ con questa bella segnalazione del Blog La Biblioteca di Mary che inizio questa nuova settimana.

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Grazie agli amici di questo blog che vi consiglio di andare a visitare!!

Ecco la

SEGNALAZIONE

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MARCO rac-C@NTI1

Legami indissolubili #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #segnalazioni #racconti

Lo ricordo ancora molto bene il momento in cui mi venne l’idea per scrivere questo

racconto. Era sabato mattina, una mattina d’estate in cui il cielo era talmente limpido da

potercisi specchiare. Ero seduto su una panchina di un giardino aspettando che il

portone della biblioteca si aprisse. In anticipo di pochi minuti, decisi di godermi quel

raro momento di pace ed ecco che… vi lascio al mio racconto:

 

“Legami indissolubili”

 

Aspettando che il portone si aprisse, seduto su una panchina in compagnia di una decina di persone che non avevo mai visto prima, mi godevo quei primi colori di un’estate che il giardino prospiciente la biblioteca lasciava esplodere con una forza devastante. Ricordo che non avevo alcuna fretta e che ero in largo anticipo, ma andava bene così: odio uscire di casa quando il sole ha già bruciato con la sua irruenza tipica di questa stagione il poco fresco che la sera riesce a consegnarci. Finalmente ero in vacanza e come prima cosa volevo scegliere un buon libro che mi facesse compagnia e mi allontanasse dalla pesante realtà che ultimamente sopportavo a fatica.

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Certo, non avrei mai potuto immaginare dove mi avrebbe portato la curiosità, stuzzicata dai fatti che sto per narrarvi.

L’addetto della biblioteca infilò la chiave nella toppa del portone sgangherato proprio mentre il campanile scandiva in un eco lontana le 9.30.

«Puntualissimo come sempre.» pensai

Lasciai passare chi aveva fretta e mi diressi nell’ala più a nord di quel vecchio edificio, dove sapevo che avrei trovato pane per i miei denti. Il bibliotecario che ormai mi conosceva bene, mi sorrise e lasciò che mi addentrassi in quel labirinto di scaffali su cui erano accatastati in modo più o meno ordinato i libri che raccontavano le storie più disparate, ma che avevano come denominatore comune quello di essere stati abbandonati. Non so per quale ragione, ma questo particolare mi intrigava e mi portava a ritrovarmi sempre fra queste strette corsie, alla ricerca di chissà quale segreto. In quel luogo polveroso e poco illuminato, mi perdevo nei meandri delle immagini che la mia mente proiettava ogniqualvolta leggevo le poche righe di una trama o di una poesia e riuscivo sempre a isolarmi dal mondo, ma non quella volta.

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Non ricordo il titolo del libro che avevo per le mani, o forse non l’avevo neanche letto, ciò di cui sono certo invece, è che lo annusai e restai alcuni istanti a scorrere quelle pagine ingiallite dal tempo e dall’umidità. Mentre cercavo di immaginare chi potesse averlo abbandonato, venni distratto da un tonfo che mi fece trasalire. Il silenzio che abitualmente regnava in quel luogo non ammetteva eccezioni e quel rumore sordo non poté che amplificarsi nella mia mente rendendomi curioso. Appoggiai il libro che stavo maneggiando e mi sporsi nella corsia parallela, ma non vidi nessuno. «Eppure quel rumore proveniva da questa parte» pensai e muovendomi in quella direzione, feci un passo, forse due e urtai qualcosa con un piede. Era un libro per bambini, un’edizione che non ricordavo neanche che esistesse. Mi piegai e lo raccolsi e subito un foglio uscì da quel libro infilandosi sotto lo scaffale. Non sembrava parte integrante del libro, pareva più che altro qualcosa che era stato dimenticato al suo interno. La mia fantasia cominciò come sempre a galoppare e non potei far altro che piegarmi e carponi recuperare fra polvere e muffa quel foglio che scoprii essere un ritaglio di giornale. Risaliva a vent’anni prima, la data era leggibile, non ci si poteva sbagliare. Era un articolo di cronaca nera che raccontava del suicidio di Lucia, un caso straziante che ricordavo perché ne aveva parlato tutto il paese, ma soprattutto perché proprio poco tempo prima mi era capitato di incontrarla fuori dall’asilo di mia figlia. Ricordo che era impaurita, sembrava nascondersi da qualcosa.

«Si sente bene signora?» la mia domanda cadde nel vuoto perché Lucia, presa com’era dai suoi pensieri, non mi udì.

«Signora le serve qualcosa?» tornai a domandare preoccupato. Il suo sguardo visibilmente turbato, lambì il mio trasmettendomi un’angoscia che ancora riesco a percepire sulla pelle. Parve sul punto di chiedermi aiuto, ma subito indietreggiò e scappò via.

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L’articolo che avevo fra le mani parlava anche di Ambra, la figlia di Lucia, che a soli quattro anni perdeva la mamma. Ma quello che più attirò la mia attenzione, fu la scritta in blu a margine dell’articolo, scarabocchiata in uno stampatello stentato al punto che feci fatica a leggere:

«Ambra cerca la verità…»

Poco più in basso, c’era un codice alfanumerico di 12 caratteri, mentre la data di nascita di Ambra riportata nella cronaca del suicidio era stata cerchiata sempre con la penna blu. Restai alcuni istanti a fantasticare pensando alla situazione assurda che stavo vivendo. Pareva quasi che quel libro, quella scritta e la storia che celava mi stessero aspettando o forse era proprio così. Decisi di andarmene, non prima di aver preso in prestito il libro e infilato l’articolo nella tasca dei miei jeans.

«Ciao Alberto, solo uno oggi?» chiese l’addetto al prestito abituato a vedermi uscire sommerso dai libri.

«Mi sono accorto solo ora che sono in ritardo, devo scappare»

La curiosità mi stava divorando; mi incamminai verso l’uscita. Vicino al portone spalancato trovai la mia bicicletta appoggiata al muro dove l’avevo lasciata poco prima, aprii il lucchetto e mi diressi verso casa. L’aria tendeva già a essere più rarefatta e pesante e il sole scaldava la mia pelle facendomi arrancare su quei pedali che spingevo con forza, come se dietro la porta di casa ci fosse la risposta ai tanti perché che sgomitavano nella mia mente.

Abbandonata la bicicletta sul vialetto d’ingresso, noncurante del solito vicino impiccione che sottolineava con uno sguardo severo la mia piccola infrazione, salii i pochi scalini che portavano al primo pianerottolo e girata con forza la chiave nella toppa, entrai in casa.

Sul tavolo della cucina trovai i resti della mia fugace colazione consumata in totale solitudine mentre ancora in casa tutti dormivano. Anche se il silenzio e la penombra che mi avvolgevano non davano certo adito a dubbi, girai circospetto per la casa per sincerarmi di poter restare solo e di non essere disturbato da nessuno:

«Dormono ancora tutti, tanto meglio» mormorai osservando con tenerezza mia moglie e i miei figli nei loro letti.

Decisi di approfittare di quel momento di calma apparente in cui neanche il gatto raggomitolato sulla poltrona si occupava di me, per rassettare frettolosamente la cucina e occuparmi dell’’articolo che volevo rileggere con calma, per permettere ai dettagli di quella storia lontana di tornare a galla:

Ambra era stata data in affido dopo che Lucia, stanca di subire in silenzio violenze dal compagno alcoolizzato, aveva tentato una prima volta il suicidio. Dopo aver perso la figlia, Lucia era entrata in una crisi senza uscita e al secondo tentativo era riuscita nel suo intento. I fatti che leggevo e che mai prima d’allora avevo voluto approfondire spiegavano l’angoscia dipinta nei suoi occhi in occasione di quel fugace incontro in cui Lucia probabilmente stava rubando attimi di vita della figlia strappata per colpe che non aveva commesso. Ambra era ormai una ragazza di 24 anni che viveva con quella famiglia che l’aveva accolta come una figlia. Non si vedeva spesso in paese, era schiva e riservata come la madre a cui assomigliava sempre più.

Fissavo l’articolo e quella frase scritta in blu chiedendomi chi potesse averla scritta. La mia testa era già arrivata a una conclusione che cercavo in tutti i modi di reprimere perché scomoda e difficile da accettare. Lasciai che le mie idee vagassero libere senza che avessero per forza un senso, una dimensione.

La notte trascorse tranquilla, ma l’indomani all’alba ero già sveglio.

Dopo aver condiviso la colazione e le prime ore del mattino con la mia famiglia, con la scusa di alcune faccende da sbrigare inforcai la bicicletta e mi recai in biblioteca per svolgere delle ricerche. Quello che scoprii fu sorprendente.

Un codice di quel genere poteva essere una password di accesso per cassette di sicurezza a cui naturalmente andavano abbinati altri due codici, uno numerico e l’altro alfabetico, che impedissero a chiunque fosse entrato erroneamente in possesso di uno dei codici di accedere alla cassetta. A questo punto la curiosità prese il sopravvento sulla ragione. Non avevo idea di quale fosse lo strano disegno del destino, né se questa storia avesse del paranormale o meno, ma l’unica cosa certa era che per ben due volte il fato mi aveva messo sulla strada di Lucia che ora pareva aver accettato quella mia lontana proposta di aiuto. Fu così che non persi tempo e mi recai alla più vicina banca che avesse la disponibilità delle cassette di sicurezza. Diciamo che andai quasi a colpo sicuro perché da quello che ricordavo, Lucia non aveva un auto, quindi non poteva spostarsi di molto dal paese. In quella banca venni messo nella condizione di accedere alle cassette di sicurezza solo a patto che ne avessi i requisiti. Inserii il codice alfanumerico sotto gli occhi perplessi dell’addetto al controllo. Dopo alcuni secondi si accese una luce verde sul display che avevo di fronte: avevo fatto centro, la cassetta era davvero custodita in quella banca.

«Il codice è corretto, ora deve inserire le due password, le ricorda?»

«Certo che le ricordo!» ribattei a quell’insinuazione che mi fece sentire un ladro e dopo aver dato ancora un’occhiata veloce al ritaglio di giornale, trattenni il fiato e digitai:

Ambra

050971

ossia la data di nascita cerchiata in penna blu. Alcuni istanti e lo sportello si aprì. All’interno un diario, null’altro.

Qualche ora dopo, davanti alla casa in cui Ambra viveva con la famiglia adottiva, cercavo il coraggio per suonare a quel campanello. Non fu facile, ma lo trovai. Dopo alcuni istanti la porta lentamente si aprì. Subito i capelli ramati di Ambra e le poche lentiggini che sporcavano irregolarmente il volto tondo e pallido, ricondussero a me le immagini sbiadite di quel giorno in cui incontrai gli occhi persi e spaventati di Lucia. Era incredibile quanto le somigliasse. Ambra vedendomi accennò un sorriso in cui trovai la forza per parlare:

«Ho un messaggio per te da parte di Lucia, tua madre»

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Il sorriso lentamente morì sul volto di Ambra che mi guardò smarrita e incredula. Feci per porgerle quel ritaglio di giornale che avevo fra le mani per farle leggere la frase che mi aveva portato fin lì, quando Ambra mi fermò:

«Vattene per favore, non voglio nulla da quell’egoista»

I suoi occhi che ancora riflettevano le immagini della sofferenza patita, mi trafissero come lame, ma non placarono il mio bisogno di dar giustizia a quella donna.

«Non è come credi Ambra, tua madre ti ha sempre protetta, ti ha sempre amata»

«Era un’alcoolizzata, come mio padre. Dopo l’affidamento non mi ha più cercata»

«Non è vero Ambra, è tutto scritto qui. Ho incontrato tua madre una mattina mentre ti osservava dal cancello dell’asilo e ora è tornata a cercarti. Non mi chiedere come sia possibile, alcune cose semplicemente accadono e basta, anche se non riusciamo a dar loro un senso. Questo è il suo diario in cui ogni giorno ha raccontato di te e della sofferenza per averti perso, mentre questa è la sua richiesta d’aiuto. L’ha scritta sull’articolo apparso sui giornali dopo il suicidio. Non so come sia possibile, ma la calligrafia è la medesima.»

Nel momento stesso in cui aprii il libro di fiabe per bambini per porgerle l’articolo, l’espressione di Ambra cambiò totalmente. Sgranò gli occhi e sbiancò. L’emozione le impedì quasi di parlare:

«E questo dove l’hai trovato? Dammelo!» Ambra lo strappò dalle mie mani e mentre le raccontavo di come fosse stato lui a trovare me, scoppiò in un pianto in cui era racchiusa la rabbia e la sofferenza di quella bambina ormai divenuta donna.

«Non è possibile, l’ho abbandonato io stessa all’ingresso della biblioteca. Non lo volevo vedere mai più, ma non ebbi il coraggio di distruggerlo perché in fondo lo amavo come amavo quel momento in cui, prima di dormire, mi leggeva una fiaba. Era un momento solo nostro, non lo volevo dividere con nessuno.»

Mentre Ambra parlava, guardando i suoi occhi scorgevo il riflesso finalmente sereno degli occhi di Lucia.

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 Aspettando l’alba

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Segnalazione: “L’acuto in controcanto” @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

copertina-granotti.PNGTitolo: “L’acuto in controcanto”

Autore: Sabrina Granotti

Genere: Narrativa

Costo Cartaceo: Euro 8.32

Nr. Pagine: 188

SITO AUTORE

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Contatti autore: granotti.sabrina@fastwebnet.it

Sabrina  si presenta così:

“Sono un’insegnante di Lettere (anche se sono laureata in Filosofia e Storia) genovese con la passione per la scrittura. Affronto diversi generi, sia come Autrice che come lettrice. Ho scritto tre romanzi, una raccolta di racconti e una collana per studenti liceali.”

Saluto e ringrazio Sabrina con un grande in bocca al lupo!!

Marco

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Aspettando l’alba

L’anima non si arrende

31-10-18.jpg

 

Dipinto di Maurizio Ferrario

Contatti:  maurizio.ferrario50@gmail.com

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Buongiorno a tutti!

Oggi voglio ringraziare Alessio Del Debbio che avevo avuto modo di SEGNALARE qualche tempo fa, per lo spazio che mi ha voluto dedicare nel suo blog Capture.PNG  I MONDI FANTASTICI attraverso questa SEGNALAZIONE  pubblicata in occasione dell’uscita della nuova cover di “Aspettando l’alba”

Consiglio a tutti voi di dare un’occhiata a questo interessante blog!

Marco

Martedì 16 ottobre scorso ho saputo di essere uno dei FINALISTI DEL PREMIO LETTERARIO NAZIONALE EMOZIONI 2018. locandina-finalisti.jpgIl racconto con cui ho partecipato e che vi invito a leggere e commentare è: Il riflesso di una vita

Entrando nel SITO DEL PREMIO LETTERARIO, scoprirete che (come vedete dall’immagine estrapolata) Finalista_01il mio racconto essendo finalista entra di diritto a far parte di una raccolta che verrà inviata agli istituti scolastici e alle principali biblioteche e fra questa anche alla BIBLIOTECA DI TREVIGLIO.

Appena sarà possibile, vi dirò dove e come potete noleggiarla.

E’ il secondo anno che partecipo a questo concorso che consiglio a tutti gli appassionati di scrittura perché ben organizzato. L’anno scorso partecipai e ottenni una Menzione d’onore con il racconto dedicato a mio padre: Semplicemente vivendo

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MARCO rac-C@NTI1

Finzioni di poesia #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #segnalazioni

E’ con estremo piacere che pubblico oggi un’intervista ad un giovane autore: Giorgio Montanari che con il suo “Finzioni di poesia” entra in punta di piedi nella nostra vita mostrandoci il suo mondo attraverso ricordi e vita vissuta. Penso che non ci sia modo migliore per dare il meglio di sé, se non quello di andare a scavare fra ricordi e emozioni provate in questo lungo cammino. Montanari lo fa con grande sensibilità e mestiere.

Backup_di_copertina montanari.cdr

Ecco alcuni dati riguardanti la sua opera:

Autore: GIORGIO MONTANARI

Titolo: “FINZIONI DI POESIA”

Casa editrice: BERTONI EDITORE

Anno: 2018

Pagine: 70

Prezzo: € 12

Come comprarlo: ordinandolo in libreria, oppure online: tutti i link sono elencati QUI

Per acquistare su AMAZON cliccare QUI

FINZIONI DI  POESIA_foto_GiorgioMontanari.jpg

 

Ora però mi faccio da parte e lascio che sia l’autore a presentarsi attraverso questa breve ma profonda e interessante intervista.

Parlami un po’ di te: chi sei e cosa fai nella vita

Ciao a tutti e grazie per l’opportunità! Vivo a Parma dove sono nato 36 anni fa. Mi piace l’Arte in tutte le sue forme (musica, pittura, poesia, fotografia, teatro, design). Dal punto di vista occupazionale: dopo essermi laureato in Trade Marketing e Strategie Commerciali, ho sempre lavorato come impiegato commerciale estero e, da tre anni e mezzo, eccomi fra le fila di un’importantissima azienda di Parma con forte vocazione internazionale.

Parlami del tuo ultimo libro.

Si tratta della mia “opera prima”, chiamata “Finzioni di Poesia”.

I miei testi, con l’umiltà dell’esordiente, parlano di ricordi, di sensazioni, di passione; alcune poesie sono un tributo alla musica o ad alcune rockstar scomparse, altri scavano nel cupo della mente o esplodono in considerazioni sulla natura e l’ambiente.

Per anni avevo scritto testi isolati, in maniera incostante. La scorsa estate contai i file salvati sul pc e le pagine stampate (e per fortuna le avevo stampate… alcune versioni digitali mancavano: ne è un esempio “Ubiquità”); constatai quindi che i testi erano più numerosi di quanto pensassi e potevano addirittura formare una raccolta!

La casa editrice umbra Bertoni Editore, a maggio 2018, ha pubblicato e valorizzato il mio lavoro, supportandomi nel lancio al Salone Internazionale del Libro di Torino ed organizzando alcune presentazioni (come le due imminenti: il 3 novembre a Roma ed il 10 novembre a Milano).

Cosa rappresentano per te le poesie?

Cito un mio testo che sarà presente nel prossimo libro: per me la poesia rappresenta “un vulcano dentro”. Quando scrivo cerco di trasferire sul foglio quello che sto provando nel momento, poi, come uno scultore, correggo e limo nei giorni seguenti. Trascorre sempre un periodo di “quarantena” prima che metta nuovamente le mani sul testo.

Quando senti il bisogno di scriverle?

Mi si attiva qualcosa di particolare. Ho creato alcuni testi apposta per partecipare a concorsi o eventi (ad esempio: “Albero Della Vita” fu scritto perché la Bertoni Editore doveva presentare al pubblico dei testi sugli alberi). Possono passare anche settimane di inattività …poi all’improvviso si attiva una scintilla se viene pronunciata una parola per me evocativa, oppure quando accade un avvenimento che mi tocca. Nell’ultimo anno sono stato produttivo e mi auguro tutto ciò faccia sbocciare presto nuovi libri.

Perché hai scelto questo titolo?

Con ovviamente il debito rispetto, mi sono permesso di omaggiare “Finzioni” di Jorge Luis Borges, autore che apprezzo molto. Soprattutto, però, mi piaceva così tanto l’idea del doppio significato di “finzione” …che ho citato la Treccani nella prima pagina del volume!

Cosa ti aspetti che suscitino in chi le legge?

E’ stato molto gratificante conoscere i pareri delle persone o leggere le recensioni dei giornalisti e dei blogger. Alcuni hanno trovato significati cui non avevo pensato, altri si sono soffermati su situazioni che avrei sperato fossero notate, altri ancora hanno constatato che non è sempre necessario “capire” la poesia perché questa forma di arte deve trasmettere una vibrazione. Fino al momento i riscontri sono stati piacevoli, pur ovviamente avendo ricevuto commenti non sempre in linea con le aspettative.

Hai un poeta in particolare a cui ti ispiri?

Uno solo no: sono cresciuto leggendo i poeti francesi ottocenteschi (Rimbaud, Baudelaire, Verlaine) e novecenteschi (Eluard, Prévert) ma anche il più schietto Bukowski; sono stato influenzato anche dai testi musicali, dal rock inglese ed americano con cui sono cresciuto o dal cantautorato italiano “di qualità”. A valle: nel mio scrivere ho abbandonato le rime tempo fa tant’è che per il secondo libro (in fase di ultimazione) ho sposato esclusivamente il verso libero.

Che ruolo ha nel mondo supertecnologico di oggi la poesia?

Sono molto preoccupato dalle tecnologie in generale: l’ho descritto in una poesia chiamata “Storia Di Un Impiegato (Nel 2013)” e lo viviamo tutti. La poesia è una nicchia ed, in quanto tale, anche in un mondo high tech può continuare a regalare emozioni primordiali, enigmi e, qualche volta, soluzioni.

Non pensi che l’avvento dei mezzi tecnologici e nella fattispecie degli e-book la poesia letta su tablet perda un po’ di fascino?

Alcuni poeti, che si volevano confrontare con me, mi hanno inviato i loro versi via e-mail o in pdf. Non possiedo e-book readers quindi mi è risultato molto difficile approcciarmi ai loro pensieri – già trascorro tantissime ore al pc per lavoro. Rappresento dunque la fetta di consumatori che vogliono “toccare” i libri e conservarli. Chissà se il cartaceo di “Finzioni Di Poesia” resisterà ai secoli!

Lascia un messaggio agli utenti del blog affinché siano invogliati a leggere le tue poesie

Invito tutti a scoprire se “Finzioni Di Poesia” parla di realtà o finzione, di vita o di morte, di passato o di futuro. Chi fosse intenzionato può conoscermi meglio e contattarmi tramite il MIO SITO

Grazie a te, Marco, per la squisita chance! Grazie a tutti i lettori: non smettete di sognare!

E’ stato un piacere Giorgio, spero di ospitarti ancora in occasione di altre nuove uscite!

Marco

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001

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L’anima non si arrende   Che a breve verrà pubblicato in formato cartaceo da IL TRAMPOLINO EDITORE

 

 

Segnalazione: “Morte a bordo” @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

CaptureTitolo: “Morte a bordo”

Autore: Marco Ernst

Genere: Romanzo GIALLO

Costo Cartaceo: Euro 9.36

Nr. Pagine: 148

Link acquisto Amazon

 

Contatti autore: prof.marcoernst@gmail.com

SITO DELL’AUTORE

Marco  si presenta così:

“Autore di quasi 600 racconti, tutti pubblicati in proprio e di una quindicina di romanzi di cui due pubblicati da editore, stanco della poca serietà di molti editori ho deciso di pubblicare a settembre questo giallo ambientato a Sestri Levante.”

Ed ecco la trama di “Morte a bordo”:

Il commissario Grieco, in vacanza a Sestri Levante, riceve una richiesta di aiuto per indagare su un omicidio commesso a bordo di un grosso yacht. Le indagini e il soggiorno forzatamente prolungato saranno anche l’occasione per il poliziotto per un tuffo doloroso nei suoi ricordi e nella sua gioventù

Saluto e ringrazio Marco con un grande in bocca al lupo!!

Marco

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Aspettando l’alba

L’anima non si arrende

14-10-18.jpg

 

Dipinto di Maurizio Ferrario

Contatti:  maurizio.ferrario50@gmail.com

Buona lettura @pensieroplurale #storie #libri #romanzi #scrivere #scrittura #self #autoriself

Buongiorno e buon lunedì a tutti.

Oggi vi segnalo il Blog  BUONA LETTURA Capture.PNGche già in passato mi aveva dato uno spazio e che oggi pubblica questa bella  SEGNALAZIONE  per ASPETTANDO L’ALBA

Buona lettura!!

Marco

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