Maria Luciani

“Il riflesso di una vita” è un racconto che ho scritto alcune settimane fa e che parla del Bullismo. Prima di farvelo leggere, vi chiedo di ascoltare le parole di Maria Luciani, Capture1una ragazza di Roma che nonostante la giovane età, ha saputo affrontare e superare le grosse sfide che la vita le ha messo di fronte. La cosa incredibile è che ho conosciuto la sua storia proprio pochi giorni dopo aver scritto questo racconto. Sarà un caso? Qualcosa ci ha fatti incontrare e oggi sono molto contento di ospitare Maria sul mio blog (a dire la verità lo avevo già fatto con questa bella SEGNALAZIONE).

Anche il giornale “Donna Moderna” ha voluto dare uno spazio a Maria e alla sua storia con questo bell’articolo:

 

Le chiedo di parlare un po’ di sé e lei non può che farlo attraverso il racconto delle sue sfide, ma anche attraverso le sue passioni:

“Parlare di me stessa  mi risulta difficile. Per quasi dieci anni ho sofferto di mutismo selettivo di origine ansiosa che ha  influenzato tutta la mia infanzia e parte della mia adolescenza.  E’ un problema che nonostante l’intelligenza superiore alla norma, la capacità di parlare e un  buon uso della lingua, impedisce di parlare: l’ansia blocca la parola al di fuori della cerchia parentale. Per me la scuola è stata un incubo sia perché sono stata vittima di bullismo, ma anche perché laddove i mie compagni facevano le interrogazioni orali io le dovevo fare per iscritto  come se fosse un compito in classe. Doppia fatica.”

In mezzo a tutte queste difficoltà, Maria ha fatto dello scrivere la sua vita. Ha saputo trasformare le sue emozioni, le sue angosce, le sue paure, in un romanzo intitolato L’altra faccia del bullo.

L’originalità di questo romanzo sta nel fatto che il bullismo viene raccontato non solo da chi lo subisce, ma anche dal bullo stesso. Naturalmente le sorprese soprattutto nel finale, non mancano. woman-2696408__340.jpgMaria Luciani ha saputo estrapolare da un’esperienza personale molto pesante, un romanzo autentico e unico. “La storia è inventata – dice Maria – “ma si basa sul mio vissuto, perché il mutismo selettivo di cui ho già accennato, mi ha costretta a vivere un’adolescenza difficile e il bullismo che ho subito, non ha fatto che peggiorare la situazione portandomi ad un isolamento sociale e psicologico. Eppure sono riuscita a sbloccare la parola, anche se ancora non riuscivo a gestire le emozioni che avevo dentro.”

La scelta del titolo non è stata casuale:

“Ho scelto questo titolo perché la storia che ho scritto vuole rappresentare entrambe le  facce della stessa medaglia. Il problema deve essere sempre visto in tutta la sua totalità. Poi sarà il lettore che deciderà e valuterà tutta la situazione. Per scrivere questo libro, mi sono basata solo sulla mia esperienza personale , ma ho voluto che un’amica fotografa inserisse delle fotografie fatte da lei, giusto per dare più forza alle immagini che ho raccontato.” one-against-all-1744083__340.jpg

Una delle cose che più mi ha fatto riflettere di questa piacevole chiacchierata con Maria Luciani è questa sua affermazione:

“Ho subito il bullismo per tantissimi anni. Gli adulti che dovevano difendermi all’interno della scuola non lo hanno fatto. Sentivo sempre dire che erano ragazzate tra adolescenti.

Più del bullismo fa soffrire  essere soli. Chi dovrebbe aiutarti spesso si gira dall’altra parte.”

Penso sia determinante a questo punto trarre un messaggio da questa brutta esperienza, un messaggio che dia forza a chi oggi lo subisce. Maria Luciani lo esprime così:

“Ogni volta che avete al  vostro fianco una persona vittima di bullismo per un problema o per una difficoltà,  per favore non abbandonatela, perché quello che ferisce è essere lasciati soli. Il bullo si rafforza e vive del silenzio di chi vede e delle giustificazioni di chi dovrebbe accusarlo. Il bullismo distrugge l’anima, l’autostima, i sogni di chi lo subisce. Io ad un certo punto al quinto anno delle scuole  superiori  mi sono ritirata e ho dato l’esame da privatista perché l’isolamento psicologico e sociale al quale ero sottoposta è stato il più grande atto di bullismo che potevano farmi. Per loro non ero degna neanche del saluto. Per tutti questo era colpa mia. masks-2174002__340.png

Io avevo un problema che non  avevo cercato.

Per i professori: state accanto a chi subisce il bullismo, cercate di non farlo sentire in colpa. Nessuno si merita di  subirlo.

A tutti gli adulti che sono vicino a chi subisce bullismo: non sempre chi subisce bullismo ha il coraggio di parlare, ma ci sono segnali che sono inequivocabili che c’è qualcosa che non va. Voti più bassi, tristezza,  chiusura dentro le mura di casa, cattivo rapporto con il cibo, nervosismo ….Cambiamenti del carattere  e dell’umore.

Non ignorate mai i cambiamenti e non bollateli come caratteristiche del’adolescenza. Prima accertatevi che non siano conseguenza di qualcosa  che non va. Fidatevi di quello che vi dico. Il bullismo per me è stato un grande trauma. Quello che mi ha più ferito è stato quello psicologico, l’isolamento che associato al mio problema ha avuto l’effetto di una bomba a mano esplosa in un giorno di mercato. Le conseguenze  le pago ancora oggi. Bassa autostima, insicurezza, paura di qualsiasi cosa, paura del giudizio degli altri, il pensiero che la gente mi possa odiare, amicizie quasi zero tranne alcune virtuali a cui tengo moltissimo, ma che non posso frequentare nel quotidiano, costante desiderio di attenzioni da tutti quelli che incontro sia tramite internet che nella vita reale, paura di perdere le persone care, paura della morte delle persone care. Per colpa del problema che ho avuto non sono mai riuscita ad affrontare le persone direttamente, faccia a faccia e di questo hanno approfittato i bulli.

A niente valgono le parole, le azioni di chiunque  finché  c’è anche una sola persona che appoggia e giustifica il bullo. Isolate il bullo e non la vittima.”  

Vi ricordo anche che sulla pagina Facebook di Maria: TI RACCONTO LE MIE STORIE

potete trovare tutte le informazioni dell’EVENTO del 16 Giugno a cui Maria parteciperà:

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Ringrazio di cuore Maria, sono onorato di averla avuta ospite sul mio blog ed attendo da lei e da chi ne avesse voglia, un giudizio a questo mio racconto che ho scritto e che vi chiedo di leggere. Vorrei capire da Maria e da chiunque l’abbia subito, se sono riuscito anche in minima parte a dare l’idea dell’angoscia che si prova e della liberazione e voglia di aiutare chi lo subisce che ne scwturisce una volta sconfitto.

Ecco il racconto, buona lettura.

Marco

IL RIFLESSO DI UNA VITA

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