Luca Gatti

Le mie canzoni: il diario dei miei cambiamenti

Il vero cantautore deve essere in grado di cogliere le sfumature più sottili delle situazioni e della vita in genere, deve saper trasmettere le proprie emozioni, deve mettere in musica gioie e dolori e deve essere onesto con sé stesso e con chi l’ascolta. Luca Gatti è un cantautore di questo tipo: non cerca la strada più breve verso il successo, non imbastisce rime banali giusto per attirare l’attenzione, ma va a cercare nel suo profondo e nel suo passato le strofe di questi piccoli pezzi di vita che ci consegna ogniqualvolta scriva una canzone. La passione, quella vera, genuina la si legge nei suoi occhi, la si ascolta nella sua voce e le corde della sua chitarra non sono le uniche a vibrare, ma sono le nostre emozioni a riaffiorare perché le nostre vite spesso in qualche modo si assomigliano o ci hanno condotto lungo le medesime strade, verso i medesimi sbagli o le medesime vittorie. Proprio per questo tutti noi possiamo riconoscerci nelle sue canzoni, nei suoi testi non messi lì per caso, nella sua musica che resta appiccicata alla pelle una volta ascoltata.  Alcuni mesi fa, ero al mare ed ho chiamato Luca: dopo un periodo trascorso a pensare all’ìdea che avevo in mente, mi sono deciso a proporgliela.

Uno dei miei racconti  QUEL GIORNO IN CUI FARO’ RITORNO    mi dava l’impressione che potesse e diventare una canzone. Parlandone con lui, ho capito che il suo entusiasmo avrebbe saputo superare i problemi che naturalmente sarebbero sorti mettendo una musica sotto un racconto che non era originariamente nato per essere cantato. Una decina di giorni fa mi ha chiamato dicendo che la canzone era finita. Eccitato da quella notizia gli ho chiesto se era sicuro, se a lui piaceva e la sua risposta è stata:

“Se ti dico che è finita vuol dire che per me è perfetta”. Direi che non aveva torto: Sentendola suonata con la sola chitarra nel salotto di casa mia mi sono emozionato e commosso. Volete ascoltarla? Abbiate un po’ di pazienza, a breve sarà pronta!! Restate connessi e intanto leggetevi questa bella intervista in cui Luca si racconta attraverso la sua arte.

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Ciao Luca e ben venuto.

Partiamo dall’inizio, raccontaci quali sono le tue origini artistiche 

Le mie origini artistiche, vengono dall’infinito passato. Ho sempre avuto un approccio istintivo all’arte e in particolare alla musica, fin da piccolo.

Ascoltando le tue canzoni, si percepisce la ricerca di uno stile che ti identifichi e che ti renda unico, diverso da qualunque altro cantante.  Quanto è importante per un musicista avere un proprio stile?

Avere uno stile proprio è fondamentale, anche se è inevitabile lasciarsi contaminare dal mondo che ci circonda e dalla musica che ascoltiamo. 

 E’ una cosa che viene in modo naturale o in qualche modo si cerca involontariamente di assomigliare a qualcuno?

Se ho qualcosa da dire, sento l’urgenza che diventi melodia, cerco di usare un linguaggio che mi identifichi e che mi crei un’emozione.

 E tu hai qualcuno a cui ti ispiri?

L’ispirazione non la cerco, scrivere una canzone è per me un “lavoro” che nasce da un’esigenza…

Amo la musica di ogni genere e mi faccio contaminare dalle sensazioni che vivo ascoltandola. Ciò che mi resta addosso, sono le emozioni che provo.

 Hai dei riti particolari o un luogo in cui ti piace stare mentre componi un nuovo pezzo?

No nessun luogo e nessun rito particolare, un’idea può nascere e svilupparsi ovunque, in qualunque momento. L’unica abitudine che ho, è quella di battere a macchina la canzone una volta ultimata, è come se in quel momento diventasse definitiva.

 Da cosa scaturisce? Da un’emozione, dalla rabbia, dalla felicità, da cosa?

Da ogni cosa separatamente o da più cose insieme. Mi accorgo che alcune volte le emozioni cambiano e si trasformano anche durante la composizione o addirittura cambiano a distanza di tempo rispetto al momento in cui è avvenuta la prima stesura. Talvolta, provo un senso di tenerezza nei confronti di un “me” diverso, lontano.

 Cosa ti emoziona di più fra salire su un palco per cantare le tue canzoni e avere fra le mani una nuova canzone appena nata?

Salire sul palco è sempre adrenalina e una canzone appena nata, è l’intesa fra me e il mio cuore.

 Quanto conta il testo nel tuo modo di fare musica?

Il testo per me è fondamentale quasi sempre il concetto e il racconto ispirano la melodia.  

 Cosa provi quando sai che stai per salire sul palco?

Sicuramente c’è sempre un po’ di tensione che diventa benessere totale quando inizia la musica.

Cosa sarebbe la tua vita senza la musica?

Sarebbe come il film “Rocky” senza colonna sonora. 

Che musica ascolti?

Tutta quella che mi provoca una scossa, senza distinzione di genere.

 In una tua canzone (che fra l’altro ha un testo molto intenso) Sto parlando di “Auguri di buona età” dici: “Cambiare è un dovere. C’è chi continua ad essere uguale a sé stesso per avere il conforto dello stesso riflesso” Penso sia una grande verità: è più comodo e meno rischioso non cambiare mai strada, ma nella vita cambiar strada oltre che un rischio è anche uno stimolo, un bisogno di crescita. Ti è capitato nelle tue scelte di vita e artistiche di sentire il bisogno di questo riflesso?

Nel mio percorso di vita, ho scritto tantissime canzoni che se ascoltate in ordine cronologico, sono il diario dei miei cambiamenti, spesso sono le stesse canzoni che mi danno il conforto della strada che, in un modo o in un altro, sto percorrendo e delle direzioni che ogni giorno scelgo di prendere.

Parlaci dei tuoi progetti futuri

Il mio presente è:

CAVALLO BASSO   (Video realizzato dai ragazzi dell’Istituto Zenale Butinone di Treviglio)

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LA NORMALITA’

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C’E’ UNA SOLUZIONE

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mentre per il futuro sto lavorando alla registrazione chitarra e voce di tutte le mie canzoni così come sono nate. Le raccoglierò in un libro/canzoniere/diario con in allegato il supporto audio.

Anche il sito CULTUR SOCIAL ART ha intervistato poco tempo fa Luca…andate a curiosare!

Prima di salutarvi vi lascio il testo di una delle sue più belle e significative canzoni (almeno secondo il mio parere):

“Auguri di buona età”

Cambiare è un dovere dell’essere umano

coerenza.. non è questo il caso

c’è chi impara a capire

chi continua ad essere uguale a se stesso

per avere il conforto dello stesso riflesso

 

Cambiare è un dovere dell’essere umano

accorgersi è il passo che porta lontano

c’è chi impara a sentire

chi continua a sentire le stesse emozioni

dentro gli stessi odori e gli stessi rumori

 

Se..il giorno non fosse il tempo

se.. il tempo non fosse il giorno

ma..una parola non basta per fare un discorso

cresci uomo durante il percorso

auguri di buona età…...

 

Cambiare è un dovere dell’essere umano

se amare si vuole imparare davvero

c’è chi impara a donare

chi continua a cercare di vivere il sesso

come l’unico gesto dell’amore perfetto

 

Se..il giorno non fosse il tempo

se.. il tempo non fosse il giorno

ma..una parola non basta per fare un discorso

cresci uomo durante il percorso

auguri di buona età…

Ciao Luca, è stato un piacere, in bocca al lupo per tutto!

Marco