Aspettando l’Alba: L’articolo

 

 

aaaDa “Il Popolo Cattolico”:

E’ approdato al suo secondo romanzo il concittadino Marco Conti, trevigliese doc, 39 anni, progettista meccanico presso la Same, con una passione spiccata – e coltivata – per lo scrivere storie e romanzi. L’anno scorso serdì con un primo romanzo, ora è il turno di “Aspettando l’alba…”, opera – ci ha raccontato l’autore – proposta senza editore, dunque a proprie spese. Del resto, chi ama scrivere e raccontare ed è alle prime armi si trova spesso in questa logorante situazione, di dover provvedere da sè, poichè gli riesce difficile trovare l’editore che lo sostenga e ne diffonda il testo. Marco Conti ha una tale attenzione verso l’impeto dell’esprimersi con storie inventate e rielaborate che non si esime dal caricarsi le spese per la pubblicazione.

Che dire di “Aspettando l’alba…”? Che è un romanzo (164 pagine fitte) ricco, stimolante, ben organizzato dal punto di vista della trama e della storia, raccontato con fluidità e semplicità, composto in modo organico rispetto all’interesse del lettore, sviluppato attraverso non pochi colpi di scena, articolato nelle linee di una vicenda in sè drammatico-tragica, pur con tocchi di storie d’amore ed infine proposto mediante la rivitalizzazione di valori intatti e non dimenticati – il borgo, gli amici, le memorie di gioventù – che ritornano nella pienezza della loro umanità e non si possono dimenticare, nonostante il tambureggiare di eventi di gran lunga pesanti e critici, se rapportati a quelli di un’amicizia di paese. Quel che avviene intorno a Luca, il protagonista del romanzo, originario della terra bergamasca, trasferitosi in cerca di fortuna nella capitale, giornalista di qualità e poi addirittura “Direttore di cronaca” nel maggior giornale di Roma, è una storia dei giorni nostr: la ricerca di un posto di lavoro, la morte tragica di una persona amata, una storia d’amore sofferta con una donna che vive di onestà e crede nei valori della verità non dell’artefazione, la corruzione che prorompe ma si nasconde ben ovattata dagli interessi di un “onorevole” e di un suo sostenitore, il direttore generale dell’azienda giornalistica dov’è stato assunto (per scopi ben diversi da quelli di un’informazione corretta) lo stesso Luca, una rapina in banca della quale il protagonista è vittima ed insieme osservatore di una verità che emerge proprio in quell’agenzia bancaria sottoposta a rapina, l’uccisione di un collega giornalista reo soltanto di aver raccolto un dossier di accuse contro il “personaggio onorevole”, il desiderio di vivere nel segno nella libertà interiore e non del compromesso macchiato dal denaro.

Ecco come si dipana la trama, in svolgimento a Roma tra palazzi lussuosi, trame illecite, uffici di redazione, complicità aberranti ed omicide.

Infine il ritorno alla purezza domestica, fra gli amici di gioventù lasciati proprio sul piede di partenza per un viaggio extraeuropeo, che diventa – anni dopo, al rientro dall’esperienza romana – il terminale di un recupero morale ed esistenziale di sè.

Amanzio Possenti

 

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