Anonima

Qualche giorno fa ho ricevuto la mail di una ragazza che mi chiedeva consigli su come emergere nel mondo dell’editoria. Purtroppo non ho saputo darle una risposta, in quanto anche io ad oggi non ho ben chiaro come sia giusto muoversi e quali siano i canali più seri da sfruttare. Ho un romanzo in fase di editing presso Il Trampolino Editore, ma ancora non mi sento di dare una valutazione a questa casa editrice, mentre per le esperienze passate è meglio stendere un velo pietoso…

Quello che invece posso fare per questa ragazza che vuole rimanere anonima, è pubblicare alcuni suoi racconti da cui secondo me emerge una grande capacità espressiva, la chiara sensazione che abbia un vissuto da raccontare, il bisogno di buttare tutte le sue emozioni su un foglio e sicuramente molto coraggio!

Ora lascio a lei lo spazio che merita. Leggetele, ve lo consiglio:

 

Il Fiore e il Sole

Su di un fiore la ragazza riposa solenne.
I petali profumano come la sua pelle inchiostrata di tatuaggi. I petali sono morbidi come le sue labbra e lisci come la sua pelle, umidi come i suoi baci. Posata sul suo fiore il suo sole la fissa e la scruta mentre lei chiude le palpebre ed assapora quei momenti che sembrano durare due secondi. Una coperta sottile ed invisibile si posa su di lei, pesa come il suo abbraccio ma delicata come le sue strette di mano intrecciate con le mie dita. Una cupola li isola nella tranquillità e nessuno ferma più i loro sguardi. Protetti entrambi nella loro intimità.

Due pupille neri castani mi guardano e con tanto amore mi accarezzano con lo sguardo.
Chissà se questo è l’amore e l’affetto che cercavo di capire da tempo. Un amore malato ci aveva divisi ed un malessere ci aveva riuniti dopo tre anni di nulla e silenzio.
Quel nulla e quel silenzio si sono trasformate in risate e chiacchierate di affetto e amore con tanti ringraziamenti reciproci. Una serenità li abbracciava come un bruco nel suo bozzo.

Gabbia

Ho disegnato un angelo in gabbia. Ingabbiato e con le ali tagliate. Ho disegnato un cuore spezzato e senza battito.
Ho disegnato te e me nella nostra libertà non concessa e proibita.
Ho disegnato e scritto. Nero su bianco come le mie lacrime, i miei occhi e i miei capelli.

 

Mela Amara

La tristezza ripiomba e ripenetra in me come il serpente dell’oasi ad Eva.

Stupida e coscienziosa presi anche io quella mela maledetta.

L’anima ne risentì ed iniziò a formare sangue rosso misto ad inchiostro nero di impurità.

La diga iniziò a riempirsi e gocce salate marine scesero dai miei occhi. Si seccarono sulle mie morbide guance e imponente come tnusami usciva mare da ogni orifizio del mio viso.

Labbra carnose

Dopo un lungo tempo, le mie labbra assaporano di nuovo altre labbra. Carnose. Belle da morire e due lingue giocano come due bambini con la sabbia. Un battito mi risveglia, un altro battito mi rende le guance rosse, un altro battito mi fa ansimare,  ed un altro mi fa bagnare. Baci improvvisi ed un vorrei te che mi fanno sussultare.  Baci proibiti dentro camere dove due sessi opposti non possono entrare in contatto. Sono felice di avere le labbra bagnate si saliva non mia e di non averle bagnate dal ferroso sangue caldo.

 

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La ragazza guarda fissa gli occhi del ragazzo nero petrolio contro l’oro fiammante del suo sguardo. La punta della lama ancora in attesa di decapitare la mia testa ed una goccia di sangue nero esce dalla  ferita. D’un tratto i suoi occhi dorati si spengono e una patina di acqua offusca il suo sguardo, le braccia gli tremano e il suo petto sussulta. Lascia cadere la pesante spada e si inginocchia su di me, mi accarezza con la mano e mi bacia la fronte mentre rilascia la sua presa sui miei capelli. Le sue mani mi esplorano la nuca, vanno sempre più in basso e un brivido di erotismo mi assale come non mai. Al crepuscolo della luna, le mie ali ci circondano e ci portano sotto ad un albero piangente. Il mio vestito emana luce e le stelle se ne vanno facendomi restare spoglia e nuda. Mentre questo Adamo mi bacia con ancora più passione ed arde di amore in quelle lingue che continuano a giocare ed intrecciarsi. Le ali si dispiegano e rientrano nella mia schiena e cado dolcemente tenuta da lui sul letto morbido d’erba. I nostri corpi si esplorano, i nostri sguardi lottano. Luce contro oscurità. Mi sorride e i suoi canini sono lucidi e bianchi come la neve. Ansimiamo, sento il caldo del suo corpo profuma di rosa ed incenso. Il suo alito è pulito ma assaporo un leggero sapore di ferro, sangue. È un angelo caduto o un demone privato delle sue ali..? Cos’è. Chi è. Eppure fa vibrare il mio corpo e le mie viscere come non mai. Un amore fulminante ed eccitante come la morte. Adrenalina, lingue. Caldo, sudore, tatto. Tutti i miei sensi sono amplificati da costui che non so riconoscere. Il mio cuore sente un esplosione ed io emetto un gemito di piacere e di dolore. Guardo il mio petto ed una luce rossa opaca batte e ribatte come un tamburo. Le sue mani allora mi accarezzano proprio lì e porta la mia mano sul suo rosso battito candido.

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Non smetterò mai di scrivere. Si promise un giorno la Ragazza. Smetterà quando tornerà felice ma non arrivò mai la sua felicità. Non arrivò mai la tranquillità. Non arrivò mai niente mentre lei lottava e mille frecce le colpivano la schiena, i polpacci, le braccia, la testa ed il collo. Inchinata  a terra, continuava a scrivere col suo sangue. Parole rosse, disegni rossi, pagine bianche e rosse. Soffriva di maledetto e nessuno l’aveva mai afferrata per una mano ed abbracciata. Nessuna spalla su cui piangere. Nessuna parola di incoraggiamento. Perdeva sangue per coloro che li amava. Perdeva la testa per coloro che lei amava. Si perdeva e si sacrificava per coloro che lei più amava e teneva in questo mondo infame e maledetto. Allora la Ragazza creò uno scudo di luce su tutti loro. Creò un incantesimo di protezione. Creò una via dove le persone che amava avrebbero trovato amore, felicità, famiglia e calore. Creò il loro destino spostando la mappatura delle stelle. Destino ancestrale ricreato da mani sanguinanti. Nella vita e nella morte li avrebbe amati e protetti. Resi invincibili. Resi loro stessi e mentre distribuiva scudi e amore l’odio viscerale la annientò. Non seppe più auto conservarsi. Non seppe più amarsi. Non seppe più nulla di sé stessa. Persa e cieca. Illusa ma felice. Questo pensava ad un passo dal dirupo dove si sarebbe gettata e sarebbe rinata come una bella e lucente stella.

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Se qualcuno volesse dare un consiglio a questa ragazza mi faccio volentieri da tramite. Fatevi avanti!!

Marco