Anna Luisa Faleshini

Buongiorno, oggi torno a parlarvi di Anna Luisa Faleschini e lo faccio perchè la sua passione e le sue vita mi hanno davvero colpito. Vi avevo già presentato in QUESTA SEGNALAZIONE il suo libro “Anna la ragazza dai colori ovvero il bello della vita”  Capture.PNGed avevo lasciato a lei lo spazio per presentarsi e per farvi capire la passione che mette e che emerge dai suoi scritti. Anna è mamma, maestra, appassionata di fotografia e scrittura inoltre collabora al progetto di solidarietà CasaSamaria.

Ricordi affetti e sentimenti sono il pane del vero scrittore e Anna mette tutto questo in tutto ciò che scrive.

Ha scritto anche tre libri di poesie:

DEDICATO A BRUNO 

DEDICATO A CHI MI VUOL BENE 

TRASCORSI E RICORSI 

Oggi ho il piacere di pubblicare questa bella intervista che vi invito a leggere:

Parlami un po’ di te, della tua passione per la scrittura

Sono donna, mamma, insegnante, moglie, amante della natura, dei viaggi, della fotografia e della lettura. Scrivo da quando sono piccolissima, riempiendo blocchettini di stanghette e segnetti indecifrabili, se non da me che li “leggevo” inventandomi storie, registri da maestra, lezioni e compiti. Poi sono passata alla poesia, appena ho imparato a scrivere e la mia prima poesia a sei anni era intitolata: A Gesù Bambino. La scrittura mi parte dalla pancia, da un’emozione, dal cuore, da un incontro. A meno che debba scrivere un bigliettino per qualcuno o una dedica, allora mi faccio raccontare e creo ad hoc. Adesso scrivo anche semplici diari di viaggio. Ho sempre tenuto un diario da ragazza. Da insegnante prendo appunti per tutto e da alcune storie di immigrazione, visto che lavoro molto con gli stranieri, racconto romanzando i miei appunti.

Cos’ha di straordinario, di unico la tua autobiografia? Perché dovremmo leggerla?

Per curiosità, per conoscermi meglio, per ritrovare un po’ di noi stessi, per leggere quelle parole che ognuno ha sulla punta della lingua, poi le legge sul mio libro e dice: ”Anch’io avrei voluto scrivere così!” Di unico il fatto che sia mia e non di altri. Di straordinario che mi emoziona ogni volta che lo leggo per preparare una presentazione, poi i lettori mi confermano la loro emozione dopo la lettura.

Perché la scelta di questo titolo?

Sarebbe stato “Il bello della vita” perché durante la scrittura è emerso fortemente questo aspetto, questa ricerca, anche quando la vita apparentemente non è bella con noi. Poi, un sacerdote, durante la preparazione ad un Avvento, mi ha detto: “ In chiesa guardo le persone mentre parlo, sono di tutte le età, ma quasi tutte indossano giacche e cappotti scuri, poi guardo nell’angolo sinistro e vedo te, con giacche colorate e cappellini rossi con fiori. Come ti chiami?”- “Anna” – “Per me sarai sempre Anna, la ragazza dai colori!”

Quali sono le difficoltà più grandi che hai incontrato nella stesura?

Innanzitutto la non possibilità di scrivere sempre e spesso, causa il fatto che il lavoro mi occupa buona parte del mio tempo, poi ci sono casa e famiglia. Il secondo aspetto che sono riuscita a scrivere i vari capitoli, ma alla rilettura non c’era un filo conduttore, erano veri, sentiti, emozionanti ma sconnessi, un diario, non un romanzo. Poi, mio figlio, mi ha dato, in momenti diversi, due suoi scritti, quando avevo già terminato il mio lavoro, perciò mi sono inventata i capitoli “bis” ed “e mezzo” ed ho sezionato il suo inframezzandoli con alcuni miei scritti. Infine la ricerca di un editore e la lunghezza delle risposte, la comprensione del linguaggio contrattuale. Poi la scelta della piattaforma per auto pubblicarmi e tutte le difficoltà di gestire l’intero progetto da sola con il mio pc che faceva le bizze. In ultimo, le bozze da correggere e ricorreggere più volte fino alla stesura definitiva, la impaginazione, la scelta dei caratteri, visto che non ho avuto un editor.

La copertina è opera tua?

Si, sia la grafica che la foto fatta a Pinarella di Cervia per il festival degli aquiloni. Sul retro foto delle mie bozze rivestite dalla calda copertina (*) che ha innescato il progetto che sarebbe nato in seguito.

Cosa rappresenta per te e per la tua vita la scrittura?

Proprio vita. È un po’ come l’aria, è la mia valvola di scarico, la mia carica, il mio alter ego.

Ora, finalmente ho consapevolizzato e resa pubblica questa mia passione che con la pubblicazione dei tre libri di poesie, sin dalla fine degli anni 90 avevo quasi tenuta nel cassetto.

Hai un luogo, un momento della giornata in cui ami particolarmente scrivere?

Luogo qualsiasi, momento qualsiasi. Ma devo essere nel silenzio. Devo avere l’ispirazione o sentire le parole uscire da me. Spesso mi salgono dopo che mi sono messa a letto, allora devo alzarmi e scrivere. Ho scoperto anche la notte come consigliera e l’estate scorsa è nato un intero romanzo, tra l’una e le quattro, tra luglio e settembre : “Il diario di Amely”

Parlaci dei tuoi progetti futuri

Io ho reputato un talento il dono della parola. Ho desiderato condividerlo. Poi, quale “ragazza dai colori” ho pensato che mi sarebbe piaciuto “dar colore a donne che colore momentaneamente non avevano”. Così, credendo io agli incontri, al perché delle cose, ho conosciuto i volontari di Casa Samaria, una comunità di accoglienza delle Suore Poverelle di Bergamo a Creattiva, mostra del fai da te, i quali esponevano oggettistica in lana che rispecchiava la idea di copertine che mi sarebbero piaciute per rivestire il mio libro, come la copertina delle mie bozze. (vedi sopra *)

Mi sono presentata a Suor Margherita, la responsabile, portando lane colorate, perline ed il mio libro, proponendo la collaborazione in cambio del “portare in giro la Comunità” durante le mie presentazioni. Così è da un anno e mezzo…non avrei immaginato che queste giovani ragazze, in alternativa al carcere mi realizzassero golfini per il mio libro, bustine di cotone per riporlo nelle borse da spiaggia, sovra copertine di cotone colorate per l’estate. Parte del ricavato del mio libro va in acquisti affinché loro non abbiano costi e le offerte dalla distribuzione dell’oggettistica vanno in comunità.

Ora stampo anche ingrandimenti delle mie foto, loro mi hanno realizzato bustine con tracolla ed un bottone di un’artigiana friulana, fatto a mano, per inserire le foto.

Il progetto che sto mettendo in piedi riguarda il riciclo dei libri di testo che mio figlio non ha potuto vendere per cambio dei codici di anno in anno, scandalo dell’editoria che avrei voluto “denunciare” 2 anni fa, ma attendevo il momento giusto e la idea di riciclo speciale. Ora le ragazze faranno un laboratorio di cartonnage e creeranno bustine per infilare le foto piccole o buste per infilare il mio libro, tipo pacchetto regalo, con il loro logo e la brochure della comunità. Le offerte raccolte andranno a loro. Trasformerei carta di cultura, anzichè in carta da macero in progetto benefico.

Le presentazioni dei miei libri avranno come sfondo la mostra fotografica e spesso sarò accompagnata da una soprano, ogni volta parlerò di Casa Samaria e qualche volta, Suor Margherita mi accompagnerà.

Lascia un messaggio, un consiglio a chi come te ha una storia da raccontare

Il mio ultimo romanzo è in mano ad una editor. Oggi, con un po’ più di esperienza penso che questa scelta possa essere interessante, ognuno ha le sue competenze ed impostare un romanzo è impresa ardua, bisogna studiare. Poi, se la voglia di averlo presto tra le mani è tanta, il self-publishing è comunque stupendo. I giovani anche nei formati epub. Amazon so che ha una piattaforma per pubblicare comoda e veloce.

Quello però che desidero passare è che un libro, un romanzo, sono “merce preziosa” necessitano cura, correzioni, limature, tempo, dedizione, rispetto, pazienza; pur con linguaggio giovane ma pregnante di significato, critico ma costruttivo.

In ultimo condividete le vostre idee, mettetevi insieme, giovani autori e scrivete tutte le volte che le parole salgono dal tubo digerente, arrivano al cuore e si purificano, la mente aggiunge arzigogoli e la bocca o la punta delle dita battono sui tasti o si prolungano con la penna a deliziare fogli, possibilmente, di carta riciclata.

Così pure scrivete uomini e donne che non potete contenere la vostra vita, o che vi duole fino a scoppiare, o che la parte destra del cervello ha bisogno di ali….dategliele.

Grazie Marco!

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