UNA DOVEROSA CITAZIONE #IVVIEDITORE #TREGIORNIPOISARAPERSEMPRE

Poco più tardi, davanti alle linee curve, ai colori vivaci e alle bizzarre forme di quell’opera maestosa, Asia restò alcuni istanti in contemplazione. La gente si fermava per ammirarla e i rumori della città svanirono lasciando il posto al contatto intimo fra la sua anima e quella di quel genio indiscusso che l’aveva ideata senza mai riuscire a vederla interamente realizzata. La sua completa immersione in ciò che stava osservando, non le impedì però di sentire una voce che le parve famigliare. Avrebbe giurato che quella voce appartenesse al suo professore di storia dell’arte del liceo. Ne ricordava ancora il nome: Aurelio Mazzari. Lo aveva amato per quella sua grande passione che era riuscito a trasmettere durante le sue lezioni che venivano assorbite dagli studenti con voracità da cannibali. Era l’unico dei professori del liceo che riusciva a trasmettere passione mentre spiegava perché quelle opere le amava veramente e voleva che gli studenti riuscissero a staccarsi dalla realtà per seguirlo in quel viaggio in cui si avventurava ogniqualvolta iniziava un nuovo argomento…

Non era cambiato per niente, lo trovava solo leggermente più stempiato, forse appesantito da qualche chilo di troppo, ma era ancora come lo ricordava. I suoi vestiti sdruciti e fuori moda lo caratterizzavano e lo rendevano visibile in mezzo alla folla, riconoscibile come artista e come uomo. Indossava una camicia bianca il cui colletto e le mille pieghe soprattutto lungo la schiena e le braccia, dicevano che non era certo fresca di bucato. I pantaloni di lino grigio chiaro con l’immancabile patacca che in questo caso era giallognola in prossimità del ginocchio. Gli occhiali parevano ancora quelli, anzi con ogni probabilità lo erano. La montatura pesante, marrone scuro, un modello decisamente d’altri tempi e i capelli che si erano diradati e ingrigiti, insistevano nello stare in piedi, come se fosse una cosa voluta. In realtà di certo Aurelio, proprio non si era pettinato

Ho voluto inserire nel mio romanzo questo incontro fortuito di Asia, che lasciate le amiche nel centro di Barcellona, decide di visitare la Sagrada Familia, perché scrivendo di una città ricca d’arte come Barcellona, non poteva che tornarmi in mente il mio professore di artistica delle scuole medie. Aurelio Mazzari che ho descritto in questo tratto del romanzo, è in realtà il Professor Antonio Massari di cui ho un ricordo stupendo.

La sua grande passione per la pittura e per l’arte in generale, emergeva prepotentemente durante le sue lezioni che tenevano tutti noi alunni incollati al discorso. Ricordo in particolare le sue spiegazioni all’interno degli Uffizi a Firenze…straordinario davvero!!

Ho voluto citarlo e omaggiarlo perché ritengo che le passioni vadano sempre apprezzate e coltivate…

Qualche mese fa, per i 90 anni del Professor Antonio Massari è stato pubblicato

QUESTO ARTICOLO

AUGURI PROFESSORE!!

Marco

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