Casirate D’adda è un paese che ha per me un valore affettivo molto grande. Ho trascorso nei suoi cortili e fra le sue vie una buona parte della mia infanzia. Ci abitavano i miei nonni e quando li andavo a trovare, capitava che si andasse al cimitero dove il Piantone, come tutti lo chiamavano,  ci accoglieva bello e imponente. piantone1.PNGIl Platano secolare di Casirate non aveva eguali, era censito fra gli alberi monumentali d’Italia e come ha detto giustamente il sindaco Faccà, era per la gente di Casirate come la Madonnina del Duomo per i Milanesi. Purtroppo il cancro colorato del platano, una malattia di origine funginea, ha detto che per il Piantone era arrivato il momento dell’ultimo saluto. Proprio lui che ha salutato tutti gli abitanti di Casirate durante il loro ultimo viaggio, lui che ha visto guerra, fame e tempi moderni, lui che se potesse parlare avrebbe davvero tanto da raccontare e da ricordare a tutti, IMG-20190323-WA0012.jpg il giorno 19 febbraio scorso è stato abbattuto.

L’affetto e il legame fra il Platano e la gente del paese era davvero grande ed è proprio questo legame ad aver spinto una donna nativa di Casirate a scrivere una poesia, un omaggio al Piantone quando ancora il suo destino non era segnato.

Ve la propongo…buona lettura

 

Il Platano Centenario   Di F.M.

Robusto e imponente ti innalzavi, la tua mole è oltremodo austera, quasi severa.

Guardi e domini dall’alto alberi e piantine che sotto di te appaion più piccine.

Lungo tempo è passato, ma non ti ha logorato, il tuo tronco dritto e alto l’età non ha piegato.

I tuoi rami robusti e frondosi, verso il cielo si innalzano maestosi; alcuni si piegano verso terra sfiorandola come una leggera carezza. Le tue grandi foglie si muovono appena alla dolce brezza leggera.

Al mutar di ogni stagione non scalfisce il tuo splendore. Ti spogli dalle foglie e ti rivesti con sobrietà di palline ciondolanti in quantità che ti fanno sembrare un gigantesco albero di Natale.

Di notte, allocchi, civette e uccelli notturni, dormono tra i tuoi rami sicuri.

Spero tanto che nessuno osi farti del male togliendoti dal tuo trono dove ora regni maestoso e regale…

piantone

SE NON LO AVETE ANCORA FATTO, ASCOLTATE ORA LA CANZONE TRATTA DAL MIO RACCONTO “QUEL GIORNO IN CUI FARO’ RITORNO”:

 Finchè ho fiato

 Scritta da Luca Gatti

Ispirata al racconto “Quel giorno in cui farò ritorno”

di Marco Conti

Musiche di Beppe Bornaghi

Video di Marco Conti

L’anima non si arrende

Copertina

 

 

 

 

 

Aspettando l’alba

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TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SU marcoscrive…IN UN CLICK

 

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