Devo ammettere che davvero non stavo più nella pelle.

Ho iniziato l’editing del mio nuovo romanzo “Tre giorni poi sarà per sempre” e sono mesi che penso di postare l’incipit della storia sul mio blog.

Ebbene: finalmente quel giorno è arrivato. Di seguito potete leggere le prime pagine di quella che sarà la mia prossima pubblicazione. Voglio sapere che effetto fa, se avete voglia di saperne di più, se è scritta in modo scorrevole, accattivante, se vi eccita o vi annoia, insomma: fatemi sentire la vostra voce, sparate a zero, siete liberi di giudicare senza peli sulla lingua, senza alcun timore.

Ecco le prime pagine… ancora calde. Buona lettura

Milano Dicembre 2012

«Lorenzo sei proprio sicuro che nessuno prima di noi abbia mai abitato questo appartamento?»

«Che domande mi fai Francesca?» Lorenzo smettendo di masticare e sollevando lo sguardo dal piatto continua: «E’ impossibile, la palazzina è di nuova costruzione. Perché hai questi strani dubbi?»

Francesca sorride a quella che voleva solo essere una provocazione, giusto per rompere il ghiaccio e dare più enfasi alla sua recente scoperta.

Oggi è domenica, l’unico giorno della settimana in cui la famiglia è in casa al completo. Dalla cucina proviene un buon profumo di arrosto e la tavola del soggiorno è imbandita. Gli argomenti sono sempre gli stessi, ma oggi Francesca è stranamente eccitata, divertita da qualcosa che ha scoperto riordinando la casa.

«Mi è successa una cosa molto strana prima mentre spolveravo e allora sai come sono fatta, mi sono messa a fantasticare e ho scoperto…»

«Cosa hai scoperto mamma?»

Francesca e Lorenzo hanno un unico figlio, Roberto che come al solito si è attardato prima di raggiungere i genitori al tavolo. Quando gioca con i suoi pupazzi preferiti entra in una sorta di mondo parallelo, lo si capisce ascoltando la sua voce che cambia ogniqualvolta un nuovo personaggio diventi protagonista della storia che sta mettendo in scena. Roberto frequenta la terza elementare alla scuola privata. Dicono che è molto promettente, che probabilmente intraprenderà la strada del padre, ma è ancora troppo presto per pensare a queste cose. Lorenzo non lo vuole ammettere, ma il primo a sperare che Roberto segua le sue orme è proprio lui. E’ un chirurgo molto affermato e sta riscuotendo un buon successo a livello nazionale. Ha appena avuto una promozione ed è stato trasferito a Milano. In pochi giorni la sua vita e quella della sua famiglia sono state stravolte: hanno dovuto lasciare amici e parenti a Roma e trovare una casa adatta alle loro esigenze, senza poterci riflettere un attimo in più, perché Lorenzo lo sa bene che certe occasioni capitano una volta sola nella vita. Bisogna ammettere che Francesca ha avuto un certo gusto nello scegliere l’arredamento, anche se non bisogna dimenticare che è stata aiutata da un architetto pagato a peso d’oro. E’ stato un lavoro che l’ha tenuta impegnata e soprattutto l’ha salvata dal suo solito periodo di depressione. Oggi però si sente felice e ansiosa di condividere con Lorenzo e Roberto la sua scoperta:

«Ora vi racconto»

«Sì ecco, smettila di girarci intorno e vai al sodo. Se volevi incuriosirci ci sei riuscita»

Lorenzo solleva il bicchiere di rosso pregiato che in casa non manca mai, lo porta alle labbra e guarda Francesca negli occhi aspettando che si decida a parlare.

«Sapete quanto tengo all’ordine e alla pulizia. Potrà sembrare ridicolo ma ogni volta che spolvero in maniera più accurata del solito, diciamo una volta ogni quindici giorni, sposto soprammobili, svuoto cassetti e credenze ma non solo, in camera da letto svuoto anche la cassaforte.»

«Contenta tu, te l’ho già detto che mi sembri un po’ esagerata.» Mentre Roberto ha già smesso di seguire il discorso e giocherella con una delle sue macchinine preferite, Francesca prosegue:

«Lasciami finire, non è questo il punto. Come dicevo, spolverando l’interno della cassaforte mi sono decisa a togliere anche la plastica che ne copriva le pareti. A dire la verità era un po’ che lo volevo fare, ma quando passandoci sopra con la mano ho avuto l’impressione che ci fosse qualcosa sotto, incastrato o volutamente lasciato da qualcuno, non sono più riuscita a trattenere la curiosità e ho strappato tutto.»

«Ebbene? In quale macabra scoperta ti sei imbattuta?» Lorenzo smarrita la curiosità iniziale, incalza Francesca che incerta prosegue:

«Nulla di macabro anzi, guarda cosa ho trovato» Francesca si alza e si avvicina a Lorenzo mostrandogli una piccola scatola che apre davanti ai suoi occhi osservando la sua espressione finalmente incuriosita.

«Accidenti, ma queste sono fedi nuziali!»

«Esatto, e ognuna di esse internamente riporta un’incisione.»

Francesca legge quelle poche parole con tono ieratico, quasi fossero una preghiera:

«Per sempre tuo.  Giorgio.

Per sempre tua.  Asia

«Devo ammettere che questa cosa è pazzesca» esclama Lorenzo analizzando con cura le fedi.

«Secondo te come ci sono finite lì dentro?» chiede Francesca con un tono che lascia intendere che la sa lunga a riguardo.

«Probabilmente le ha dimenticate uno dei muratori, anche se mi chiedo che intenzioni potesse avere.»

Francesca delusa da quella banale conclusione non si arrende:

«Magari una coppia di innamorati ha fatto della nostra casa un nido d’amore clandestino. Non credi?»

«Come sarebbe stato possibile secondo te? La tua fantasia proprio non conosce limiti. Se così fosse spiegami cosa ci fanno ancora lì dentro? Perché nessuno è venuto a riprenderle? Secondo me tu sai qualcosa che non mi hai ancora detto.»

«Non aver fretta, a tutto c’è una spiegazione»

«Ti ascolto allora, racconta» Lorenzo incrocia le braccia in senso di sfida.

«Se ci pensi bene è passato pochissimo tempo dalla prima volta che abbiamo visto questo appartamento a quando l’abbiamo comprato.»

«E questo cosa c’entra?»

«Andiamo, ragiona: non hanno più avuto il tempo per tornare a riprenderle. E’ ovvio!»

«Poi dici che le mie conclusioni sono banali? Non credi che due ragazzi giovani e quindi immagino anche squattrinati, ci avrebbero chiesto di riaverle ammettendo la piccola infrazione? Cosa avrebbero rischiato? Una denuncia? Non penso proprio. E se invece avessero deciso di non sposarsi più? Se si fossero lasciati?»

«Sai che sono un’inguaribile romantica. Devo ammettere che purtroppo a questa conclusione ci sono arrivata anche io in un secondo momento, ossia quando ho trovato il biglietto che c’era insieme agli anelli, ma voglio credere che si siano sposati, che li abbiano volutamente o erroneamente lasciati in questa casa.»

«Cosa diceva il biglietto?»

«Tieni, leggilo» Francesca lo porge a Lorenzo piegato in quattro proprio come lo ha trovato sotto l’involucro di plastica che bloccava gli anelli all’interno della scatola.

Lorenzo inizia a leggere in silenzio, ma Francesca lo sprona ad alzare la voce, a farle sentire ancora una volta quelle parole.

Lui la guarda da sopra gli occhiali ammonendola con uno sguardo di complicità per quella richiesta che immaginava sarebbe potuta arrivare e schiarendosi la voce legge fino in fondo quelle poche righe.

Poi, sollevando lo sguardo si perde negli occhi di Francesca.

E’ sicuro di aver sposato la donna giusta: la sua sincera preoccupazione per quei due sconosciuti le cui anime cercavano refrigerio nel contatto reciproco, gliene dà la prova.

Francesca non dice nulla.

Si alza e ripone gli anelli nella scatola. Lorenzo rimane a guardarla mordicchiando la bacchetta degli occhiali. Vorrebbe dirle qualcosa, ma la commozione gli stringe la gola in una morsa, mentre il pensiero immancabilmente corre a quei due amanti e al loro misterioso destino…

CAPITOLO 1: Sei mesi prima
To be continued…

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