Con enorme piacere, voglio condividere con voi il proseguimento di questa bella collaborazione con la scuola DeAmicis di Treviglio.

Per chi si fosse perso la prima puntata, la può leggere cliccando  QUI

Finalmente è arrivato il giorno. La mattina di giovedi’ 1 Marzo, mentre la neve lentamente imbiancava tetti e strade, i bambini delle classi 3A e 3B della scuola DeAmicis di Treviglio, si apprestavano a proseguire il percorso proposto dalle maestre per il Progetto Lettura e io dinanzi a loro, mi sentivo lusingato per essere stato insignito del prestigioso titolo di “Esperto in materia”. Premesso che non sono poi così esperto, ma che sono semplicemente un appassionato di scrittura che lo fa con grande umiltà, ho accettato con entusiasmo questo incarico e ho cercato di dare il meglio per poter quantomeno trasmettere un po’ di questa mia passione ai bambini, che con occhi svegli e curiosi pendevano dalle mie labbra. Per tenere alta la concentarzione e l’attenzione di tutti, ho preparato delle immagini che mi hanno permesso di raccontare le fasi della nascita di un racconto.

Il risultato è questo:

Immaginate di trovarvi all’inizio di un lungo sentiero.

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Per non rischiare di perdervi, è importante che da subito abbiate le idee chiare sul tipo di racconto che volete scrivere. Le possibilità sono due:

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Racconto Realistico o Racconto Fantastico?

Se scegliamo di scrivere un racconto realistico,

 

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ìpossiamo parlare di una giornata o di un avvenimento realmente accaduto, per esempio l’uscita didattica alla biblioteca,

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oppure possiamo raccontare una gita, qualcosa di bello che è successo a casa o con gli amici ecc..

Il racconto realistico però, può anche essere completamente inventato, può essere un racconto di fantasia.

 

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L’importante è che i personaggi e i luoghi descritti siano reali. Non possono esserci maghi e streghe, nessuno che vola o che sparisce e riappare, ma persone e luoghi che potrebbero realmente esistere.

 

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Se invece vogliamo scrivere un racconto Fantastico,

 

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possiamo sbizzarrirci e inventare davvero tutto:

 

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personaggi, luoghi e tempi non hanno una dimensione. Si può volare, smaterializzarsi, far apparire e scomparire gli oggetti più disparati, muoversi nel tempo e quant’altro.

Una volta scelto il tipo di racconto che volete scrivere, dovrete pensare all’ INIZIO. Immaginate di trovarvi di fronte a una porta chiusa,

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che rappresenta l’inizio del racconto. Per aprire questa porta abbiamo bisogno di 5 chiavi.

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Le 5 risposte ad altrettante domande, ci devono proiettare in una storia che abbiamo voglia di leggere, che ci incuriosisce, quindi ci mette voglia di attraversare questa porta.

 

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Spero di essere riuscito a far capire quanto sia importante l’inizio di una storia che deve essere coinvolgente al punto da tenere il lettore incollato alle pagine fino alla fine.

Proseguiamo in questo percorso.

Altrettanto importante è la parte centrale del racconto, in cui i personaggi

 

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ci devono prendere per mano

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e accompagnare verso il finale della storia. Per questo motivo devono essere sempre descritti minuziosamente sia fisicamente che caratterialmente e per fare questo possiamo utilizzare i disegni che ci aiutano a fissare le immagini in mente.

L’ultima fase del racconto è il FINALE, che deve stupire…

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e deve dare un senso, un perchè a ciò che abbiamo scritto.

E’ stato molto bello vedere i bambini attenti e partecipi, ed è stato altrettanto bello il momento in cui abbiamo letto due racconti fantastici trasformandoli in realistici sostituendo poche semplici parole: mago con persona; drago con cane; scopa volante con bicicletta ed altri ancora.

L’incontro è terminato con le lettura di alcuni racconti scritti a gruppi, in cui i protagonisti sono stati disegnati da una maestra in modo da far visualizzare ai bambini le caratteristiche fisiche degli stessi.

E’ stata un’esperienza che mi ha dato molto a livello umano, mi ha dato molta soddisfazione.

Tengo a ringraziare le maestre per avermi coinvolto in questa bella iniziativa e per la professionalità e gentilezza dimostrate.

Prima che mi congedassi da loro, un bambino della 3A si è avvicinato e mi ha dato un regalo fatto da lui…mi sono emozionato. Eccolo:

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è un papillon bianco fatto con la carta…

Marco

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