bottLa sera di capodanno, comodamente seduto su una poltroncina del cinema Ariston di Treviglio, mentre aspettavo che iniziasse il film della Walt Disney COCO, la mia mente come spesso accade, ha cominciato a vagare nei ricordi degli avvenimenti della mia vita. Osservando i miei figli in trepidante attesa dell’inizio del film e mia moglie carica di entusiasmo per quel bel momento famigliare che stavamo vivendo, ho ripensato a un capodanno di circa vent’anni fa, quando con gli amici avevamo deciso di celebrare l’inizio del nuovo anno in un nuovo locale nei pressi di Bergamo. L’idea era parsa subito ottima, le premesse per trascorrere una serata memorabile c’erano tutte, ma nessuno poteva prevedere quello che poi accadde.

La notte fra il 30 e il 31 dicembre venne una nevicata storica che ci costrinse a montare le catene da neve e incuranti dei consigli dei genitori, che ci spingevano a desistere dall’idea di partiere comunque verso quella meta che cominciava a sembrare irraggiungibile, ci mettemmo in cammino. neveAvrei dovuto capire subito che era una serata storta: dopo essere passato a prendere la ragazza con cui uscivo in quegli anni (circa 30 km fra andata e ritorno a una velocità massima di 50 km orari) proprio la mia ragazza scendendo dalla macchina, fece una capriola pazzesca rovinandosi il vestito e rischiando di spezzarsi una gamba mandandola su tutte le furie.

La festa fu un vero disastro: il locale era pieno fino all’inverosimile, non si riusciva a muovere un passo; ricordo che ci arenammo in una zona del locale da dove inavno cercammo di raggiungere il buffet, giusto per bere o mangiare qualcosa. Morale della favola: alla 1.00 uscimmo dal locale trovando la mia macchina incastrata fra le altre e la neve. Dopo svariate difficoltose manovre (tenete conto che naturalmente la mia macchina non aveva il servosterzo) riuscimmo a partire. Entrai in casa alle 5.00 dopo un viaggio apocalittico che ci vide a un certo punto fermi incastrati in una colonna infinita di macchine.

Oggi, lontano da quei giorni e da quei momenti, ripenso alla semplicità e alla magia del capodanno appena trascorso e penso che forse le nostre esperienze, i nostri sbagli e le brutte serate servono proprio per farci apprezzare le cose più semplici, quelle che poi se ci facciamo caso, ci danno la felicità.

Marco

 

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